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pubblicato il 15/feb/2012 12:17

Fisco/Cellulari in saldo e società cartiere:frode da 240 milioni

Il procuratore Laviani: "Con la crisi aumento fenomeni illeciti"

Fisco/Cellulari in saldo e società cartiere:frode da 240 milioni

Roma, 15 feb. (askanews) - "In un periodo di crisi il mercato subisce la concorrenza distorta. Perché gli operatori disonesti che fanno ricorso alla falsa fatturazione frodando il fisco, possono presentare offerte, sconti, prezzi di favore. Ed il risultato è che il commerciante onesto si trova tagliato fuori". Così ha detto il procuratore aggiunto di Roma, Pierfilippo Laviani, presentando i risultati di una operazione del comando provinciale della Guardia di Finanza della Capitale, che ha permesso di scoprire una frode Iva superiore ai 240 milioni di euro. "Il metodo era semplice - è stato spiegato dagli investigatori - attraverso una fitta rete di società 'cartiere' ed una azienda in Romania è stato creato un castello di documenti che riguardava la commercializzazione vera o presunta di materiale elettronico". I "beneficiari" del business illegale potevano essere negozianti o imprese? "Stiamo svolgendo ulteriori accertamenti per capire le esatte dimensioni del fenomeno, che comunque appare sin dalle prime analisi diffuso e grave", ha continuato il generale Ignazio Gibilaro, che insieme con il colonnello Fabio Massimo Mendella, ha coordinato gli investigatori delle Fiamme gialle. Il "sodalizio criminoso" aveva riferimenti a Roma e Napoli, in due famiglie ufficialmente nullatenenti ma che avevano interessi a molti zeri dall'affare messo in piedi. "Secondo le prime verifiche il raggiro sul territorio nazionale, è andato dal 2007 al 2011. Le società coinvolte erano 51 nel Lazio, 27 in Campania, 8 in Veneto, 7 in Emilia, 5 Lombardia, una in Puglia e Calabria". "Sono state eseguite circa 150 perquisizioni e sequestrata tutta la documentazione contabile ed extracontabile necessaria a supportare la frode, ma anche computer ed altro materiale elettronico. Ad oggi, sono novanta i responsabili denunciati per reati tributari e frode fiscale". Gli uomini della Gdf hanno segnalato all'autorità giudiziaria mobili e immobili per procedere al "sequestro per equivalente". Abitazioni, terreni, quote societarie, auto e barche sono riconducibili ai sei componenti della banda, per un valore di circa 3 milioni di euro.

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