venerdì 02 dicembre | 21:11
pubblicato il 14/feb/2014 09:44

Fisco: Gdf sequestra a imprenditore Pordenone beni per 17 mln

Fisco: Gdf sequestra a imprenditore Pordenone beni per 17 mln

(ASCA) - Pordenone, 14 feb 2014 - La Guardia di Finanza confisca a un imprenditore di Pordenone 32 immobili, tra cui una magnifica villa del '700 e parte di un palazzo nobiliare ubicato a due passi dal Ponte di Rialto a Venezia, uno yacht di 13 metri e sette autovetture storiche tra le quali una Ferrari, una Porsche ed una MG. L'uomo, un commerciante di prodotti informatici, era stato denunciato dal Nucleo di Polizia Tributaria di Pordenone per una frode fiscale da quasi 17 milioni di euro. A fronte di tali importi erano state emesse sette cartelle esattoriali. Nel frattempo che la procedura di emissione dei titoli di pagamento si perfezionasse - ricostruisce una nota della Gdf - l'imprenditore, con l'intento di non corrispondere quanto dovuto allo Stato, si era spogliato dell'ingente patrimonio personale che aveva riversato in due fondi patrimoniali, uno alimentato dai propri beni immobili e l'altro da quelli mobili registrati. Il conferimento dei beni nei due fondi, formalmente destinati a soddisfare le esigenze familiari, secondo gli intenti dell'uomo sarebbe servito ad impedire la loro eventuale acquisizione coattiva a soddisfazione del credito erariale. I finanzieri, tuttavia, qualificavano tale destinazione patrimoniale un atto in frode alla legge in quanto unicamente diretto a sottrarre, fraudolentemente, i beni alle legittime pretese creditorie dell'Erario. Le Fiamme Gialle pordenonesi non si limitavano solo a denunciare nuovamente l'imprenditore, ma proponevano anche alla Autorita' Giudiziaria l'acquisizione dei beni confluiti nei due fondi, che venivano effettivamente sequestrati su disposizione del Gip di Pordenone. L'imprenditore, a seguito del ricorso presentato al Tribunale di Pordenone, riotteneva indietro i beni, ma solo temporaneamente poiche' la Corte di Appello di Trieste, cui aveva fatto a sua volta opposizione la Procura della Repubblica di Pordenone, lo condannava per il reato di ''sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte'' ed ordinava la confisca dei beni. L'imprenditore presentava inutilmente ricorso in Cassazione e pertanto la sentenza di condanna e la correlata confisca divenivano definitive. red/res

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Inchiesta Roma
Mafia Capitale, altro processo: chiesto giudizio per 24 persone
Criminalità
Roma, imprenditore sequestrato e seviziato per usura: 3 arresti
Censis
Bullismo, oltre metà 11-17enni ha subìto comportamenti offensivi
Censis
Censis: paura degli stranieri, immigrazione preoccupa 44% italiani
Altre sezioni
Salute e Benessere
Medici: atleti tendono a sovrastimare problemi cardiovascolari
Enogastronomia
Nasce il Movimento Turismo dell'Olio
Turismo
Turismo, Franceschini: il 2017 sarà l'Anno dei Borghi
Lifestyle
Yocci, il Re della Torta di Carote e... il modo di essere
Moda
Gli angeli sexy di Victoria's Secret sfilano a Parigi
Sostenibilità
Smart City, modello Milano grazie a ruolo utilities
Efficienza energetica
Pesticidi: una minaccia per le api, colpito anche l'olfatto
Scienza e Innovazione
Ministeriale Esa, Battiston (Asi): l'Italia è molto soddisfatta
Motori
Audi A3 compie 20 anni, 3 generazioni e 4 milioni di esemplari