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pubblicato il 10/dic/2011 20:00

Figlia di 12 anni come una schiava: arrestati genitori

A Rapallo la piccola dormiva per terra e mangiava avanzi

Figlia di 12 anni come una schiava: arrestati genitori

Roma, 10 dic. (askanews) - Schiava dei genitori, costretta a pulire e ripulire la casa, non degna di sedersi a tavola, per cibo gli avanzi ficcati in una busta di nylon, per letto il pavimento, un angolo spolverato male, un piatto non lavato bene o un lamento puniti con le botte o nottate in terrazza anche d'inverno, in mutandine, come estremo rifugio dalle angherie quotidiane l'armadio, nell'indifferenza dei due fratellini che invece potevano giocare ore alla play station e vivere sereni e coccolati. Non è il remake di Cenerentola ma la storia vera di una ragazzina fragile di 12 anni, che solo ora può sorridere ed essere chiamata per nome, perché nemmeno quello facevano i genitori, rivolgendosi a lei, soprattutto la madre solo per dare ordini o per umiliarla con epiteti che gli agenti della polizia di Rapallo, che hanno seguito le indagini, non riescono nemmeno a riferire, e con commozione sussurrano "ma ha un nome bellissimo". I genitori della piccola, entrambi 37 anni, lei di origini ecuadoregna, lui albanese, lavori saltuari ma regolari, una casa in uno stabile a Rapallo, altri due figli maschi, sono ora in carcere, arrestati su mandato della Procura di Chiavari, con un'accusa pesante: sequestro di persona e riduzione in schiavitù, al termine di un'indagine condotta con delicatezza e umanità dagli agenti del commissariato di Rapallo guidati da Paola Cerciniani. Quasi incapaci di capire hanno detto agli agenti: "Voi non sapete, lei è cattiva". All'inizio è arrivata una telefonata anonima a Telefono Azzurro e il tribunale dei minorenni ha incaricato la polizia di accertamenti. La ragazzina era stata vista spesso in terrazza, chiusa fuori e nonostante le lacrime e il freddo, spesso era vestita solo con un paio di slip, non veniva fatta rientrare in casa. Gli agenti sono andati sotto quello stabile per verificare e hanno visto anche loro la piccola rannicchiata in terrazza. Hanno chiesto informazioni ai vicini, e all'inizio con titubanza poi con "partecipazione", spiegano dal commissariato, hanno raccontato: qualcuno ha parlato delle ore chiusa in terrazza, qualcun altro la vedeva andare a fare la spesa e tornare a fatica, barcollando con borsoni pesanti, lei così minuta e gracile.

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