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pubblicato il 19/feb/2014 19:21

Fecondazione: compie 10 anni Legge 40. Binetti, a tutela madre e bimbi

Fecondazione: compie 10 anni Legge 40. Binetti, a tutela madre e bimbi

(ASCA) - Roma, 19 feb 2014 - ''A dieci anni dalla sua promulgazione, la Legge 40, nonostante i ripetuti attacchi, mostra ancora tutta la sua validita' a tutela della madre e del bambino, senza mai trascurare il ruolo fondamentale del padre''. Lo afferma la parlamentare Paola Binetti commentando i dieci anni di vita della legge che regola la procreazione medicalmente assistita in Italia. ''Non e' una legge cattolica - ribadisce - nonostante questa sia l'accusa ideologica che le si rivolge con maggiore frequenza; e' invece una legge che va incontro alle persone sterili rimuovendo alcuni degli ostacoli che impediscono alle coppie di avere un figlio: il loro figlio''. Binetti, allora presidente del Comitato Scienza&Vita, che difese la legge in occasione del Referendum che, ricorda, ne pretendeva la abrogazione ancora prima dell'applicazione, sottolinea come la legge ''difenda la famiglia e il diritto dei bambini ad avere un padre e una madre certi, evitando sia la mercificazione dell'utero in affitto, che l'indeterminatezza della fecondazione eterologa''. Ma in dieci anni la legge ha gia' visto per 28 volte l'intervento dei tribunali (con 19 bocciature) e la riscrittura di alcune sue parti con sentenza della Corte Costituzionale. In particolare, i giudici hanno abbattuto il divieto di produzione di piu' di tre embrioni, l'obbligo di impianto contemporaneo di tutti gli embrioni prodotti, su cui e' intervenuta la Consulta nel 2009, e il divieto di diagnosi preimpianto (decaduto solo per le coppie infertili). Il divieto di fecondazione eterologa (cioe' di utilizzo di gameti che non appartengano alla coppia) e di donazione degli embrioni che non vengono impiantati alla ricerca scientifica saranno al vaglio della Consulta il prossimo 8 aprile. Si discute anche sull'accesso per le coppie fertili portatrici di malattie geneticamente trasmissibili, in seguito a un'ordinanza del Tribunale di Roma: sulla questione era gia' intervenuta la Corte europea di Strasburgo che nel 2012 , aveva condannato l'Italia per violazione di due norme della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo. red/mpd

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