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pubblicato il 14/mar/2013 19:30

Farmaci: Pediatri Siaip, non solo benefici. Occhio alle allergie

Farmaci: Pediatri Siaip, non solo benefici. Occhio alle allergie

(ASCA) - Milano, 14 mar - Gli effetti di un farmaco non sono sempre benefici e, in alcuni casi, la sua assunzione puo' determinare conseguenze spiacevoli. Lo spiega Roberto Bernardini, presidente della Societa' Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) e direttore della UOC Pediatria presso l'Ospedale San Giuseppe di Empoli, precisando che si tratta ''di una risposta non desiderata ed involontaria dell'organismo che si verifica in seguito alla assunzione - per motivi diagnostici, preventivi o terapeutici - di un medicinale considerato appropriato allo scopo''. ''Le reazioni da ipersensibilita' a farmaci rappresentano il 15-20% circa di tutte le reazioni avverse ai farmaci mentre il rimanente 80-85% circa di tali manifestazioni e' legato a situazioni per lo piu' prevedibili, come ad esempio quelle dovute ad un sovradosaggio o ad effetti collaterali dei farmaci stessi. Possono essere allergiche o non allergiche''.

Le prime, spiega, '' sono dovute ad un meccanismo patogenetico immunomediato, si presentano con quadri clinici ad inizio 'immediato' come anafilassi, asma, orticaria, ecc., oppure ad inizio 'tardivo' come eruzione maculo papulare, esantema pustoloso, vasculite, anemia emolitica, ecc. Le reazioni non allergiche hanno alla loro base un meccanismo di tipo non immunologico e possono colpire fino al 20% dei pazienti ospedalizzati e fino al 7% della popolazione generale''.

''Questi dati - sottolinea il presidente della SIAIP - devono pero' essere valutati criticamente in quanto le conclusioni della maggior parte degli studi non si basano su un corretto iter diagnostico, per tale motivo e' difficile sapere con certezza la reale prevalenza della ipersensibilita' a farmaci. Inoltre, i farmaci possono contenere, oltre al principio attivo, allergeni alimentari (ad es. lisozima, proteine del latte), additivi (ad es. sodio benzoato, eritrosina) e proteine del latice responsabili, in soggetti predisposti, della comparsa di manifestazioni cliniche che talvolta vengono erroneamente attribuite al principio attivo''. Certo e', osserva, ''che gli antibiotici appaiono sicuramente i farmaci maggiormente responsabili di reazioni da ipersensibilita' e tra questi i beta-lattamici (in particolare le penicilline, seguite dalle cefalosporine), seguiti poi dai farmaci anti infiammatori non steroidei (FANS)''. ''Ma'', avverte ancora Bernardini, '' importante e' anche conoscere come il farmaco viene usato: infatti un conto e' avere una sola reazione dopo l'assunzione di un certo tipo di farmaco che viene prescritto e somministrato 10 volte in un mese e un conto e' avere una sola reazione a quel farmaco che in un mese viene prescritto e somministrato 1000 o piu' volte''.

red/mpd

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