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pubblicato il 19/apr/2013 16:16

Farmaci: Oncologi Aiom, nel Lazio cure a rischio ma biosimilari risorsa

Farmaci: Oncologi Aiom, nel Lazio cure a rischio ma biosimilari risorsa

(ASCA) - Roma, 19 apr - Si' all'utilizzo dei farmaci biosimilari ma il 70% degli oncologi chiede di decidere sulla sostituibilita'. Lo evidenzia un sondaggio condotto dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) fra i soci del Lazio e presentato nel seminario ''Biosimilari da anticorpi monoclonali in oncologia'', a Roma al Regina Elena.

All'indagine, che si e' chiusa il 16 aprile, hanno risposto circa 150 oncologi su un totale di poco piu' di 300.

Per l'82% degli specialisti intervistati, i tagli alla sanita' nella Regione pesano sulla capacita' di curare al meglio i pazienti. E per il 52% la prossima introduzione dei biosimilari di anticorpi monoclonali puo' favorire il contenimento dei costi e liberare risorse, anche se il 40% ritiene sia piu' utile cercare margini di risparmio in altre voci di spesa. Il livello di conoscenza dei biosimilari, prodotti simili ma non uguali ai piu' complessi farmaci originali biotecnologici, nel Lazio e' superiore rispetto alla media nazionale: il 61% degli specialisti da' una definizione corretta di questi prodotti (vs 24%). Con particolare attenzione al problema dell'efficacia e della sicurezza. Infatti per il 70% dei clinici la decisione sulla sostituibilita' tra biologico e biosimilare deve essere di esclusiva competenza dell'oncologo. Nel Lazio ogni anno i tumori fanno registrare 26000 nuove diagnosi e circa 11.400 decessi (stime 2010). ''I biosimilari sono entrati nella pratica clinica, in particolare le eritropoietine e gli ormoni della crescita - spiega Stefano Cascinu, presidente AIOM -. Attualmente le molecole in commercio sono quattro e nei prossimi anni saranno disponibili anche i biosimilari di anticorpi monoclonali. Per migliorare il livello di conoscenza degli specialisti abbiamo organizzato corsi itineranti in 9 Regioni. E con il questionario abbiamo voluto cogliere il livello di conoscenza degli oncologi del Lazio sul tema, per capire quali siano i dubbi e le problematiche legate all'introduzione di questi prodotti''.

Per il 39% degli oncologi laziali i problemi piu' importanti legati all'uso dei biosimilari derivano dal fatto che possono funzionare in maniera differente rispetto all'originatore, anche se per il 22% non emergono criticita' nel loro utilizzo. Nel Lazio ben il 92% degli specialisti utilizza i farmaci biotech e il 39% ritiene che i biosimilari, nei pazienti mai trattati prima, se disponibili a un prezzo inferiore rispetto all'originatore, debbano essere preferiti. red/mpd

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