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pubblicato il 14/ott/2013 14:22

Fao: fame si batte con sistemi alimentari piu' sostenibili (1upd)

(ASCA) - Roma, 14 ott - Mancano 808 giorni alla scadenza del termine che la comunita' internazionale si e' data con gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, per dimezzare il numero degli affamati nel pianeta. Oltre 840 milioni di persone, pero', ad oggi, sono ancora sottoalimentate e oltre il 70% di esse vive nelle aree rurali dei Paesi in via di sviluppo, paradossalmente a diretto contatto con quella terra che potrebbe sfamarli. E' per questo che la Fao, in vista del 16 ottobre, Giornata mondiale della sicurezza alimentare dedicata quest'anno a ''Sustainable Food Systems for Food Security and Nutrition'', ha promosso questa mattina nel suo quartier generale, in collaborazione con la Direzione generale per la cooperazione del Ministero degli Esteri italiano (Dgcs), un seminario di verifica del Programma per la sicurezza alimentare attraverso la commercializzazione dell'agricoltura (Fsca) cui ha presenziato il Direttore generale della Cooperazione italiana Giampaolo Cantini e, per la Fao, la vice direttore generale Maria Helena Semedo. ''La Fao valuta che tra il 30 e il 40% della produzione di cibo si perda prima di raggiungere il mercato - ha spiegato Semedo - e con il lancio nel 2007 del Fsca, che l'Italia ha cofinanziato attraverso il suo contributo al Trust fund globale per la sicurezza alimentare (Gtfs), e' stata dimostrata la lungimiranza delle due istituzioni nel sostegno ai sistemi agricoli piccoli e medi e al loro aggancio ai mercati in ben 34 Paesi che, stando ai nostri dati, hanno migliorato la propria sicurezza alimentare e il reddito legato alle attivita' rurali''. Bright Rwamirama, Ministro dell'Agricoltura dell'Uganda, ha spiegato, ad esempio, che grazie al Fcsa il suo dicatero ''e' riuscito a raggiungere 67mila individui e 403 organizzazioni e cooperative di agricoltori, traghettandone il 30% verso una formalizzazione della propria realta' e stimolando in tutte un aumento medio del 30-35% delle transazioni commerciali''. Moussa Djagoudi, esperto Fao per l'Africa occidentale, ha citato il caso positivo della Sierra Leone, uno dei 7 Paesi dell'area che hanno goduto di contributi per oltre 22 milioni di dollari.

Grazie allo sviluppo di 30 Agricultural business center (Abc), dove i contadini possono stoccare, conservare, trasformare, ma anche commerciare i propri prodotti, oltre 300 gruppi di produttori della Sierra Leone sono riusciti a diversificare la propria produzione e rafforzare le filiere strategiche di riso, vegetali, miele e ortaggi, riducendo la perdita di produzione che per loro superava il 40% del raccolto. Jorge Alberto Salinas Rodriguez, Direttore dell'Ufficio planning del Ministero dell'Agricoltura di El Salvador, ha spiegato che nel suo Paese i fondi Fao sono serviti a rafforzare il Piano dell'agricoltura familiare nazionale puntando su 10 filiere strategiche che hanno coinvolto 608 produttori di frutta e verdura che prima del progetto perdevano il 18-20% produzione, e arrivando a ridurre le perdite all'8-10%. Grazie alla creazione di 25 posti di lavoro nei settori della pianificazione dei raccolti, nella gestione e nella logistica, si e' arrivati a inserire nei supermercati locali 30mila chili di platano, 125mila chili di jocote e 8mila di loroco saltando le intermediazioni, con un miglioramento dei profitti dell'80% per il platano e del 50% per le altre derrate. Si e' concluso un anno fa, infine, il progetto pioniere sostenuto dal Fondo fin dal 2008 in 15 Paesi dei Caraibi e che e' riuscito, in Dominica, a creare un marchio di ananas nazionale, Nippa, assolutamente competitivo con i grandi brand globali. ''Non possiamo chiudere gli occhi sui numeri della fame che rimangono elevati, ma anche sulla complessita' del sistema alimentare - ha commentato nel suo intervento il Direttore della Cooperazione italiana Cantini -. Per questo si conferma lungimirante l'approccio promosso dall'Italia con il sostegno a questo Fondo, nell'idea di risolvere il problema della sicurezza alimentare alle radici e concentrandoci tutti, in tempo di scarsita' di risorse, su iniziative capaci di concreti impatti positivi''.

sis/mpd

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