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pubblicato il 01/ott/2013 16:21

Fao: Cia, dati drammatici. Solo piu' agricoltura puo' sfamare il mondo

Fao: Cia, dati drammatici. Solo piu' agricoltura puo' sfamare il mondo

(ASCA) - Roma, 1 ott - Davanti ai dati drammatici Fao sulla fame nel mondo (il 12 per cento della popolazione del pianeta non ha un sufficiente sostentamento alimentare e in Africa una persona su cinque e' denutrita) si impongono precise scelte. Occorre raddoppiare la produzione agricola mondiale per soddisfare i bisogni di una popolazione che nel 2050 sara' di 9 miliardi di persone; aumentare gli investimenti per incrementare la produttivita' agricola nei paesi in via di sviluppo; individuare una strategia comune per limitare il drammatico impatto delle crisi alimentari; ''no' a politiche neo-protezionistiche; regole certe per riequilibrare i mercati; priorita' alla disponibilita' e all'uso efficiente dell'acqua; adattare l'agricoltura ai mutamenti climatici; tutelare i redditi degli agricoltori''. Lo afferma in una nota il presidente della Confederazione italiana agricoltori (Cia), Giuseppe Politi.

''Pur se la Fao annota nel suo rapporto che la fame nel mondo mostra una diminuzione, lo scenario resta - sottolinea Politi - estremamente grave. L'emergenza cibo va affrontata con politiche realmente incisive e soprattutto con uno sviluppo adeguato e consistente dell'agricoltura che puo' contribuire in maniera determinante alla lotta alla fame e alla poverta' nel mondo''.

''Siamo, dunque, favorevoli ad una nuova consistente crescita di un'agricoltura che - rileva il presidente della Cia - con le sue risorse contribuisca a sfamare intere popolazioni. Sarebbe un passo importante per destinare milioni di ettari di terra per produrre alimentazione e dare cosi' risposte a chi oggi soffre il dramma della fame, circa un miliardo di persone''.

In tale quadro, secondo Politi ''l'obiettivo, insomma, deve essere uno solo: piu' agricoltura per nutrire il pianeta. Serve un reale sviluppo agricolo che, oltretutto non permette solo di contrastare efficacemente la fame, la malnutrizione e la poverta', ma puo' avere un impatto molto positivo e rilevante sull'economia delle aree rurali. Piu' produttivita' agricola e maggiori redditi per gli agricoltori - conclude Politi - portano, infatti, ad una crescente domanda per beni non-alimentari e, di conseguenza, ad un incremento dell'occupazione in generale e degli standard di vita''. com-stt/mpd

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