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pubblicato il 02/mag/2013 18:12

Famiglia: Fond.Unicredit, badanti stranieri fondamentali ma non formati

Famiglia: Fond.Unicredit, badanti stranieri fondamentali ma non formati

(ASCA) - Roma, 2 mag - Sulla base dei dati dell'Inps di fine 2011 sono 750mila, ma in base ad una stima del Censis supererebbero il milione e mezzo di persone. E' l'esercito dei badanti stranieri in Italia, coloro che si occupano di assistenza familiare e che rappresentano il 21% dei lavoratori stranieri operativi nella penisola: svolgono spesso mansioni al di sotto del loro livello di istruzione, ma sono carenti di una formazione specifica, anche se cresce la necessita' delle loro prestazioni in un paese sempre piu' vecchio.

E' il quadro che emerge dalla 'Indagine sull'assistenza familiare in Italia: il contributo degli immigrati', realizzata dal Centro studi e ricerche 'Idos' su iniziativa della Unicredit Foundation e presentata oggi a Roma. La ricerca e' stata compiuta su un campione di 606 persone correntiste di 'Agenzia Tu', servizio finanziario che Unicredit dedica appositamente a cittadini stranieri e lavoratori atipici.

Lo studio, pertanto, ''non ha ambizioni statistiche'' ha premesso Renato Marinaro, ricercatore Idos, ma fotografa una realta' chiave considerando che l'assistenza, soprattutto delle persone anziane, e' ''pressoche' totalmente a carico delle famiglie, le quali stanno pero' diminuendo la loro capacita' di risparmio a fronte della crescente longevita' delle persone anziane: si crea cosi' un circolo vizioso che, prima o poi, ci presentera' il conto'', ha osservato Marinaro a colloquio con la stampa presente.

''La situazione dei nostri anziani peggiora - gli ha fatto eco Maurizio Carrara, presidente di Unicredit Foundation - in quanto alla maggiore longevita' corrisponde anche un alto numero di malattie degenerative''. Cosi', anche il direttore generale di Unicredit, Roberto Nicastro, sottolinea come ''l'apporto degli immigrati che lavorano nella cura familiare e' un tassello fondamentale del nostro impianto sociale e della sua coesione'': secondo una stima citata dall'indagine, se non ci fossero le badanti, lo stato italiano dovrebbe spendere 45 miliardi di euro per assicurare un servizio analogo. Ecco, dunque, che la stragande maggioranza degli intervistati (55,6%) lavora tra le 20 e le 40 ore settimanali, il 26,2% tra le 41 e le 60 or e non mancano i casi di oltre 60 ore (4,0%), cosi' come quelli di meno di 20 ore (6,4%). Il 51% dei badanti stranieri intervistati non ha provenienza comunitaria - Filippine, Moldavia, Peru', Sri Lanka - il 35% e' di parriva dall'Ue, in particolare da Polonia, Bulgaria e Romania: quest'ultima insieme all'Ucraina e', in termini assoluti, il principale paese di provenienza.

Se il livello di istruzione degli intervistati risulta mediamente elevato - il 26,7% ha un diploma, il 18,0% ha frequentato l'universita' - solo il 24,7% ha ricevuto una formazione specifica per l'assistenza familiare. ''Questo tema - ha osservato Franco Pittau, di Idos - unito al lavoro nei settori domestici e' particolartmente importante poiche' parliamo di persone che di fatto si occupano dei servizi''.

L'altro dato interessante e' che, nonostante l'84,9% degli intervistati affermi di svolgere con piacere servizi presso le famiglie italiane e si ritenga ben integrato con esse, la stragande maggioranza (76,9%) pensa al rimpatrio, il 64,2% non ha intenzione di acquistare una casa in Italia e poco meno della meta' (il 48,3%) non intende effettuare il ricongiungimento familiare, anche se ben il 73,4% degli interrogati ha almeno un figlio nel paese di origine.

In tale quadro, la maggioranza dei soldi risparmiati - circa 250 euro al mese - viene rispedita nel paese d'origine.

L'indagine non contemplava la domanda esplicita relativa alla retribuzione, ma si puo' dedurre una cifra intorno agli 800 euro mensili in media: il 40% degli intervistati e' infatti quadrato nel Contaratto collettivo nazionale a livello B e B super, cioe' come collaboratore familiare poli funzionale che si occupa di persone autosufficienti; il 15% a livello C e C super, che prevede l'assistenza a persone non auto sufficienti.

In generale, dall'indagine di Unicredit emerge la necessita' di un maggiore sforzo legislativo ed istituzionale per l'integrazione e la formazione dei lavoratori stranieri nell'assistenza familiare: stando ad una stima dell'organizzazione 'Badandum' le badanti nel 2010 sono costate alle famiglie italiane 9 miliardi di euro. Appena uno in meno della spesa sostenuta dallo stato italiano per l'indennita' di accompagnamento.

stt/gc

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