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pubblicato il 20/nov/2014 16:51

Eternit, ora procura Torino contesta 256 omicidi volontari

Cassazione: sentenza non sulle morti; ma familiari protestano

Eternit, ora procura Torino contesta 256 omicidi volontari

Torino, 20 nov. (askanews) - Omicidio volontario aggravato da motivi abbietti è l'ipotesi di reato per Stephan Schmidheiny, contenuta nell'inchiesta Eternit bis chiusa oggi dalla Procura di Torino. Dopo l'annullamento della sentenza sul disastro ambientale p er prescrizione da parte della Cassazione, la procura di Torino va avanti e ora sono 256 le morti e altrettanti gli omicidi volontari contestati nell'inchiesta condotta dai Pm Raffaele Guariniello e Gianfranco Colace.

Dei 256 morti di cui la multinazionale dell'amianto e il magnate svizzero dovrà rispondere ai giudici di Torino, 66 sono ex dipendenti degli stabilimenti Eternit di Casale Monferrato (Alessandria) e Cavagnolo (Torino), mentre gli altri sono residenti della zona. Le morti, prevalentemente per mesotelioma pleurico, sono avvenute dal 1989 a oggi.

"Mai demordere". "La delusione che si puo avere non deve essere mai una resa". Così infatti il pm Raffele Guariniello, ha commentato la sentenza di annullamento.

Nel frattempo la stessa corte di Cassazione con una nota ha precisato che oggetto della sentenza non sono stati i singoli morti, sottolineando che anche il disastro ambientale è stato accertato, dovendosi però prendere atto della prescrizione intervenuta.

"Oggetto del giudizio era esclusivamente l'esistenza o meno del disastro ambientale, la cui sussistenza è stata affermata dalla Corte, che ha dovuto, però, prendere atto dell'avvenuta prescrizione del reato, essendosi l'evento consumato con la chiusura degli stabilimenti Eternit avvenuta nel 1986, data dalla quale è iniziato a decorrere il termine di prescrizione": ha spiegato la Cassazione, avvertendo che "non erano quindi oggetto del giudizio i singoli episodi di morti e patologie sopravvenute, dei quali la Corte non si è occupata".

Le proteste però non si sono fermate. Una sentenza "vergognosa" e "un'ingiustizia terrificante": così Bruno Pesce, coordinatore dell'associazione dei familiari delle vittime dell'amianto, il giorno dopo, ha espresso ancora "rabbia" e "sconforto" per la sentenza della Cassazione relativa all'Eternit. I familiari delle vittime chiedono adesso di non essere lasciati soli: "Lo Stato non ci abbandoni. Noi reagiremo, più forte è l'ingiustizia e più forte deve essere la nostra reazione". Il presidente dell'associazione, inoltre, ha sottolineato che "questa sentenza ha detto che l'amianto è prescritto, ma continua a mietere vittime a Casale Monferrato e nel resto d'Italia. Il disastro è ancora in azione". E circa mille persone sono scese in strada questa mattina a Casale Monferrato. In Piazza Mazzini davanti al corteo il gonfalone della città di Casale listato a lutto. Anche il vicino comune di Trino vercellese, ha proclamato per oggi la giornata di lutto cittadino.

"Con questa sentenza siamo morti tutti - ha dichiarato il sindaco di Casale Monferrato Titti Palazzetti - è stata una sentenza che ha senz'altro segnato la morte della fiducia dei cittadini nella giustizia. Ma noi ci riprenderemo da questo".

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