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pubblicato il 14/feb/2013 17:17

Eternit: in 500 anche dal Brasile per il via al processo d'appello

(ASCA) - Torino, 14 feb - Ci sono le bandiere tricolore con la scritta ''Eternit giustizia'' nelle quali si avvolgono tanti di loro. Altri vengono coi i cappellini gialli con il numero di matricola Caper, una delle circoscrizioni dell'associazione francese delle vittime d'amianto.

Moltissimi mostrano il distintivo rettangolare giallo al petto. E' quello dei sindacati con la stessa scritta o quasi: 'Strage Eternit: giustizia'. Sono quasi tutti anziani, circa 500, giunti a Torino con otto pulmann. Sono venuti dalla Francia dal Belgio ma anche dal Brasile, oltre che dall'Italia. Il popolo colpito dall'amianto e' tornato a Torino per la ripresa del processo d'appello Eternit. Un avvio dedicato alle formalita', all'appello delle parti da parte del presidente della Corte Alessandro Ogge' , e subito rinviato a lunedi' prossimo , quando si entrera' nel vivo di uno dei processi piu' importanti in Italia sotto il profilo della tutela salute e dell'ambiente. Un processo storico lo aveva definito il pm Raffaele Guariniello che guida l'accusa anche in appello. In primo grado il miliardario, ora convertitosi all'ecologia, Stephan Schmideiny e il barone ultraottantenne belga Jean Louis Cartier de Marchienne furono condannati a 16 anni di carcere per disastro doloso. Morirono nelle citta' dei quattro stabilimenti italiani della multinazionale dell'amianto, a partire da quello piu' importante di Casale Monferrato, almeno 2300 persone. Ma contando anche chi e' stato colpito da malattie gravi come l'asbestosi o il mesotelioma pleurico, una patologia che in media porta alla morte in meno di un anno, si sale a tremila vittime. ''E quest'ultima settimana - racconta la casalese Romana Blasotti , la donna simobolo di questo processo che ha perduto cinque familiari tra cui il marito, l'unico che avesse lavorato in Eternit, e la figlia di soli cinquant'anni poco prima che iniziasse il primo dibattimento - ne sono morti altri due''. In media una cinquantina all'anno, spiega Nicola Pondrano presidente del Fondo nazionale vittime dell'amianto, e cosi' per individuare le responsabilita' anche delle morti che non sono entrate nel primo processo, il pm Guariniello sta concludendo le indagini anche del processo Eternit bis, con circa 200 nuove vittime, e un Eternit ter, che riguarda gli italiani che hanno contratto la malattia all'estero, in Svizzera ad esempio, e poi sono rientrati in Italia, tra cui una comunita' particolarmente numerosa in provincia di Lecce.

Sull'Eternit bis e' aperta la possibilita' che l'incriminazione degli imputati, sempre gli stessi, passi dal disatro, all'omicidio volontario con dolo eventuale, la stessa imputazione che verra' definita il 28 febbraio prossimo con l'attesa sentenza d'appello per il processo Thyssenkrupp. E anche se il pm Guariniello sottolinea la mancanza di relazione tra i due processi, appare abbastanza probabile che una conferma di quella condanna possa essere una spinta in piu' a formulare questa imputazione. Ogni anno sottolinea Pondrano muoiono in Italia 1500 persone, 3000 in Francia, 100mila nel mondo aggiunge in riferimento a tutte le malattie. Osserva che mentre l'asbestosi e' in calo , il tumore e' in crescita e salira' fino al 2020: ''La malattia ha un'incubazione lughissima, fino a 40 anni. Vengono colpiti i bambini di allora - sottolinea Pondrano - piccoli di 6 anni che giocavano accanto alla fabbrica''. Il 90% del mesotelioma, non riguarda piu' i dipendenti ex Eternit, ma i cittadini. Per questo Pondrano vorrebbe, e fara' una proposta in questo senso, che il fondo sostenesse non solo chi lavoro' l'amianto, ma tutti gli altri, i cittadini: ''Abbiamo 40 milioni di attivo - aggiunge Pondrano - , l'allargamento ci costerebbe circa 10 milioni l'anno, anche se non e' certo una cosa semplice perche' ogni anno questa cifra e' destinata a sovrapporsi ai nuovi ammalati e quindi a crescere''. Sul piano processuale resta poi il problema delle provvisionali per le parti civili, circa 6mila in primo grado. Il giudice, nel febbraio scorso, stabili' un risarcimento provvisiorio di circa 100 milioni complessivi e di 30mila euro ciascuno per i familiari delle vittime. Ma quella decisione e' ancora lettera morta lamenta l'avvocato Sergio Bonetto, a cui fanno capo numerose parti civili: inseguire oltre frontiera Schmideiny e De Marchienne , che non si sono mai presentati a processo, e neppure oggi, e', oltre che impegnativo, costoso.

Per questo si spera in un intervento di supporto da parte dell'Inail. Dopo l'udienza si e' anche svolto un incontro tra le delegazioni straniere delle associazioni familiari delle vittime, la francese Andeva, la belga Aneva assieme all'italiana Afeva, di fronte agli studenti di Casale Monferrato. Il processo Eternit e' oltre frontiera uno stimolo a continuare contro l'amianto una lotta che appare piu' in difficolta' soprattuto sul fronte processuale. In Francia racconta Alain Bobbio, presidente di Afeva, il 28 febbraio a Parigi si svolgera' un porcesso simbolo che riguarda centinaia di morti a Conde' sur Noireau in Normandia, per le lavorazioni d'amianto nel gruppo Valeo.

''Un processo - spiega - che corre seriamente il rischio di chiudersi con il non luogo a procedere''. Mentre il giudice istruttore Marie-Odile Bertella-Geoffrey che da dieci anni conduce un'inchiesta su Eternit dovra' probabilmente essere sollevata dal suo incarico. In Belgio dice Eric Jonckheere dopo una prima sentenza di condanna per Eternit in dicembre e' previsto l'appello. ''Speriamo che i giudici sappiano ascoltare le vittime'', dice Jonckheere. ''L'Afeva, l'Andeva e l'Abeva - recita un comunicato congiunto - chiedono allo Stato e ai magistrati di rispettare le sofferenze delle vittime dell'amianto e delle loro famiglie.

Essi non vogliono solamente essere indennizzati. Essi vogliono Giustizia. Essi vogliono che i responsabili siano giudicati, non per spirito di vendetta, ma perche' si possano trarre da questa catastrofe tutti gli insegnamenti possibili per le generazioni future e perche' non si ripetano mai piu' tali disastri''. Resta infine il problema delle bonifiche.

Racconta Jonckheere di essersi ''regalato'' per il suo compleanno, l'analisi del terreno del suo giardino di casa a Kapelle op den Bos, poco sopra Bruxelles, e soprattutto poco lontano da uno stabilimento Eternit e dal castello di de Marchienne. Il giardino ha rivelato una presenza di amianto cinque volte superiore al normale. ''Lo Stato - prosegue Jonckheere - in seguito alla nostra battaglia ha mandato il conto delle spese di bonifica all'Eternit che ha dovuto pagare''. In Italia dice Pondrano, ci sono 60 milioni di tonnellate di amianto ''questo vuol dire che c'e' un paese da bonificare. A Casale, spiega Bruno Pesce, dell'associazione familiari vittime dell'amianto, ''gia sono gia' stati accordati 45 milioni, ora ne servono altri 25 per gli incentivi''. E annuncia che il piano amianto sara' presentato dal ministro della salute Renato Balduzzi a marzo, subito dopo le elezioni. eg

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