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pubblicato il 17/lug/2014 12:00

Estorsione ai danni casa produzione tv 'Gomorra': 3 arresti

I fatti nell'ambito delle riprese televisive del 2013

Estorsione ai danni casa produzione tv 'Gomorra': 3 arresti

Roma, 17 lug. (askanews) - Estorsione aggravata dal metodo di intimidazione camorristica ai danni dei responsabili della produzione della serie televisiva Gomorra. Di questo sono gravemente indiziatI Francesco Gallo - attualmente detenuto e ritenuto uno dei capi del clan camorristico Gallo - Cavalier di Torre Annunziata - e i suoi genitori, Raffaele Gallo e Annunziata De Simone. Lo comunica in una nota la Direzione distrettuale antimafia (Dda) della procura di Napoli la quale ha avanzato la richiesta - parzialmente accolta dal Gip - di un'ordinanza cautelare in carcere che i carabinieri del nucleo investigativo dei carabinieri di Torre Annunziata hanno eseguito questa mattina nei confronti dei tre indagati. Nell'ambito delle riprese televisive della serie 'Gomorra' avvenute nel corso del 2013, la societa di produzione Cattleya - ricostruiscono gli inquirenti nel comunicato - aveva individuato l'abitazione di Francesco Gallo, sita a Torre Annunziata, al Parco Penniniello, come location delle riprese: in particolare, l'immobile sarebbe stato utilizzato per ambientare la casa della "famiglia Savastano", protagonista della serie televisiva. In corrispettivo, la società di produzione aveva accettato di pagare a Gallo un canone complessivo di 30mila, da versare in cinque rate da 6mila. La prima rata venne versata nel mese di marzo 2013, ma il successivo 4 aprile, Francesco Gallo fu arrestato con l'accusa di di partecipazione ad associazione camorristica. Contestualmente - aggiunge la Dda di Napoli - gli venne notificato il decreto di sequestro preventivo dell'abitazione di Torre Annunziata, dove stavano per iniziare le riprese televisive. Nel corso delle indagini - svolte essenzialmente attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali e senza il contributo dichiarativo degli interessati - si e accertato che alcuni stretti congiunti di Gallo continuarono a mantenere rapporti con alcune persone addette alla produzione ed alle riprese dello sceneggiato televisivo, ottenendo il pagamento nelle loro mani di un'ulteriore rata, nonostante l'intero canone dovesse essere corrisposto unicamente all'amministratore giudiziario nominato dal Giudice che aveva disposto il sequestro. Gli addetti alla produzione riuscirono poi ad evitare di versare le somme restanti ai Gallo solo a seguito di trattative intraprese direttamente con costoro, senza che venisse informata l'Autorita giudiziaria. Rispetto ad altre ipotesi di reato (associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, favoreggiamento personale, corruzione) contestate agli indagati, la Dda ha presentato appello al provvedimento di rigetto emesso dal Giudice.

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