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pubblicato il 20/nov/2013 16:45

Esercito: Graziano, 90 mila unita' minimo indispensabile

Esercito: Graziano, 90 mila unita' minimo indispensabile

(ASCA) - Roma, 20 nov - ''L'Esercito e' una risorsa per il paese e deve procedere ad una ristrutturazione complessa. La affrontiamo con la fiducia di poter disporre, in questo percorso di stabilita' di bilancio, di quei parametri e pilastri necessari per procedere negli anni e apportare i correttivi programmatici previsti per un esercito moderno e professionale''. Lo ha detto il capo di stato maggiore dell'Esercito, il generale Claudio Graziano, nel corso dell'audizione informale davanti alle commissioni riunite Difesa di Camera e Senato nell'ambito dell'esame congiunto dello schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di revisione dello strumento militare. Per Graziano razionalizzare non significa non tenere conto dei ''costi ineludibili per l'operativita' e l'addestramento, al fine di garantire la centralita' della forza armata e l'assolvimento delle missioni''. ''In questo - ha aggiunto - il sostegno del Parlamento e' assolutamente vitale per garantire l'efficienza''. Secondo il capo di stato maggiore, le 90.000 unita' (esattamente 89.400) da raggiungere al 2024, con un taglio del 20% rispetto al modello professionale attuale, ''sono il minimo possibile'', in un percorso di razionalizzazione in cui si e' ''fatto tesoro delle lezioni apprese dalle operazioni condotte'', concentrandosi su ''strutture di comando e controllo idonee'' e ponendo alla base della trasformazione dell'Esercito italiano ''la brigata di manovra pluriarma'', in una visione d'impiego ''a geometria variabile'' e perseguendo anche ''capacita' duali, semplificazione della catena di controllo e del supporto logistico, ricerca della concentrazione geografica''. In quest'ottica di avvicinamento dei comandi si ragiona anche sulla possibilita' di ''trasferire a Roma la sede del comando forze operative terrestri'', attualmente a Verona. Sul fronte organizzativo la razionalizzazione guarda ad ''un pacchetto di nove brigate principali di manovra, per attivita' su tutto lo spettro delle operazioni, che comprendono anche il reggimento Genio come per la 'Sassari' adesso impegnata nell'emergenza in Sardegna'', per un totale di ''85 provvedimenti di soppressione e 122 di riorganizzazione''.

Nel percorso di riforma rientra per Graziano anche la necessita' di evitare ''l'invecchiamento delle forze armate mantenendo uno sforzo costante per il reclutamento di personale giovane''. Sul territorio, si punta poi ad ottimizzare le infrastrutture ''su 15 macrobasi'', mentre si stanno facendo ''passi avanti per lo sviluppo di forze multinazionali''. La riforma prevista deve, in ogni caso, poter contare ''nei fondi per l'esercizio di risorse sufficienti e necessarie a garantire la trasformazione'', a cominciare dall'esercizio 2014.

gbt

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