venerdì 20 gennaio | 13:58
pubblicato il 21/mag/2013 13:48

E.Romagna/Sisma: Geologi, un anno dopo nessun intervento normativo

E.Romagna/Sisma: Geologi, un anno dopo nessun intervento normativo

(ASCA) - Bologna, 21 mag - Ad un anno dal terremoto in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, critica fortemente il fatto che non sia stata apportata alcuna innovazione normativa a livello nazionale. ''Se e' vero che il crollo di San Giuliano di Puglia diede lo spunto a quell'Ordinanza di Protezione Civile (OPCM n.

3274/2003), che si trasformo' poi nel primo embrione delle Norme tecniche sulle costruzioni, se e' vero che il terremoto dell'Abruzzo porto' alla definitiva applicazione della nuova normativa sismica, e' altrettanto vero che dopo il terremoto dell'Emilia - Romagna , l'alluvione di Giampilieri, quella di Genova, quella alle Cinque Terre, dopo la frana di Saponara, ecc. ed il contestuale e triste conteggio di lutti, feriti, danni e senza casa, nulla piu' e' stato fatto in termini di innovazione normativa. Tutto e' rimasto come prima, neanche un nuovo articolo di legge e' stato introdotto'', scrive Graziano in una nota dopo essere intervenuto a Bologna ad una conferenza organizzata dal Servizio geologico regionale. ''In Italia si preferisce rimandare, si preferisce mantenere una legge urbanistica che ormai ha fatto il suo tempo - ha aggiunto Graziano - e non si riesce nemmeno ad apportare alcune necessarie correzioni alle Norme tecniche''.

''Quando - si legge nel comunicato - a pochi giorni dal terremoto dell'Emilia Romagna, in audizione all'VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati proponemmo di integrare il certificato di agibilita' sismica con una verifica delle interazioni con i terreni di fondazione in considerazione dei fenomeni di liquefazione che si erano verificati in quelle aree, i componenti della Commissione ascoltarono con molto interesse, a tal punto che il suo Presidente fece propria la nostra indicazione, portandola poi autorevolmente in Parlamento come proposta a sua firma. Una proposta - sottolinea il Consiglio dei geologi - che avrebbe garantito una maggiore sicurezza degli edifici e di quei capannoni industriali che erano stati oggetto di crolli. Una proposta che conteneva il concetto di 'effetti di sito', precludeva ad una prima attivita' provvisoria di verifica macrosismica, per poi, quando necessario, passare alla piu' dettagliata microzonazione. La proposta non venne accettata dal Parlamento'', conclude il comunicato.

com-stt

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