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pubblicato il 04/gen/2014 11:27

Epifania: riti e tradizioni della festa che tutte le altre porta via

Epifania: riti e tradizioni della festa che tutte le altre porta via

(ASCA) - Roma, 4 gen 2014 - Arriva l'Epifania, la festa che tutte le altre porta via. Carica di misteri e di valenze antiche giunge ora l'ultima delle lunghe notti magiche. In questa notte speciale, in tutti i presepi del mondo, vengono posti i tre Magi come momento culminante della nascita di Gesu' il Salvatore. ''L'Epifania e' il segno sacro di quella grazia e l'inizio di quella vocazione per cui non solo nella Giudea, ma in tutto il mondo si sarebbe predicato il Vangelo'', recita un passo di San Leone Magno.

A livello simbolico, grande importanza ha la stella che, secondo la narrazione dell'Evangelista Matteo, scorto' i Magi in Oriente, e non a caso, sempre una stella ha annunciato altre nascite straordinarie, tra queste, riportano i Veda, anche la nascita di Agni (simbolo del fuoco) che fu annunciata dall'apparizione di una stella chiamata Savana-graha. Agni nacque dalla vergine Maja e dal padre terrestre Tvastri, falegname, tra la vacca mistica e l'asino portatore del Soma. Quanto alla Befana, una singolare tradizione che caratterizza l'Epifania, il nome deriva dall'aferisi del latino Epiphania (Pifania, Bifania, Befania, Befana); questo personaggio, raffigurato come una vecchia brutta e sdentata a cavallo di una scopa, simboleggia, per alcuni, l'anno vecchio e, per altri, rappresenta Madre Natura che, ormai invecchiata e improduttiva, e' destinata ad essere bruciata e dalle sue ceneri risorgera', rinnovata, in Primavera. Domenico Maria Manni (1690-1788), letterato italiano e Direttore della Biblioteca Strozzi, in una sua dissertazione dal titolo ''Istorica notizia dell'origine del significato delle Befane'' ne fa un ritratto piuttosto ambiguo: ''Si dice che la Befana abiti di soppiatto nella gola dei camini; che vada a zonzo magicamente in tale notte, perche' e' la festa dei Magi, che pregata lasci regaletti ad alcuni putti nelle loro calze; e altri nullamente ne cerca per forare loro il corpo; a evitare il quale male, il rimedio e' trovato di mangiare fave, la' che si usa tuttora da molte persone in quella sera (...) sul punto della mezzanotte assume voce e loquela di bestie e ogni altra creatura''. Questa ambivalenza della Befana, buona come una fata e brutta e cattiva come una strega, nasce probabilmente dal fatto che, in questa figura, sono andate a confluire le tracce di numerose altre figure mitologiche, tradizioni pagane e riti della fertilita'. Inoltre, la notte dell'Epifania, era nota anche come la notte in cui tutte le streghe potevano essere smascherate; e la tradizione raccontava che le notti che vanno dal Natale all'Epifania, queste, contente delle loro scorribande, se ne andassero via, lasciando in pace la Terra. A quel punto, allo scoccare della mezzanotte, nelle case si verificavano tanti prodigi: i muri si trasformavano in ricotta, le lenzuola si trasformavano in lasagne, le catene del camino salamini, e i morti tornavano a vivere. L'acqua diventava oro colato, abbondante e splendente al punto da rischiarare con la sua luce, la notte scura ed in mezzo a tanto splendore ecco arrivare, a cavallo della sua vecchia scopa, la mitica vecchina. Ma e' probabilmente dal matriarcato, dagli antichi miti e dalle leggende nordiche che trae origine la Befana: Holda, Berchta, Egeria, Diana, Erodiade, Carnia, Babajaga... in ognuna di queste figure e' possibile ravvisare alcuni tratti comuni alla Befana. Simile, per certi versi, a Babajaga, la strega russa regina dei morti, benigna soltanto con chi non infrange i suoi divieti, ella sembra voler ricordare che la Natura va rispettata e, come essa stessa muore per rinascere a nuova vita, cosi' l'uomo, osservandola, deve imparare a morire e rinascere ad una condizione piu' elevata. Il riferimento ai riti d'iniziazione e' sempre presente, anche in quest'ultima tradizione che conclude il breve eppur lunghissimo ciclo di queste notti magiche da sempre celebrate per rammentare all'uomo che, come l'inverno preannuncia la primavera, cosi' la morte precede la rinascita e che, nella nascita del Bambinello - il Dio, Sole di Giustizia - risiede la vera speranza di una vita migliore.

La notte dell'Epifania e' dedicata anche ai presagi d'amore. In Friuli, ad esempio, si celebra ancora oggi un rituale di origine celtica, il lancio dei ''cidulis'': i giovani si recano in un luogo all'aperto e, a turno, scagliano verso il cielo un disco di legno infuocato (quasi a voler simboleggiare una stella cadente), gridando il nome della ragazza/o amata/o. Se il disco si spegne prima di toccare terra, il rapporto sara' difficile e costellato di litigi e tradimenti; se, invece, avra' una armonica traiettoria e giungera' a terra ancora infuocato, il rapporto sara' felice. Per sapere, poi, se i incontrera' o meno l'amore, sempre in questa notte, bisognera' salire su una scala e gettare verso il basso una pantofola. Se, cadendo, la punta sara' rivolta verso a porta, l'incontro tanto atteso e' ormai prossimo; in caso contrario, bisognera' aspettare ancora un anno.

red/mar

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