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pubblicato il 28/mag/2012 11:37

Enav/ Barca onorevole Milanese, Di Lernia chiede soldi indietro

"Avviato procedimento davanti al tribunale civile di Roma"

Enav/ Barca onorevole Milanese, Di Lernia chiede soldi indietro

Roma, 28 mag. (askanews) - Una causa contro l'onorevole Marco Mario Milanese al tribunale civile di Roma per la "restituzione di tutte le somme che lo stesso ha percepito indebitamente nella vicenda relativa all'acquisto dell'imbarcazione, che Tommaso Di Lernia dovette effettuare 'per esigenze del Palazzo'". A rendere noto il procedimento è l'avvocato Mario Murano, difensore della società 'Print Sistem', il cui assetto maggioritario un tempo apparteneva allo stesso Di Lernia. Il manager - ricorda ancora il penalista in una nota - "con le sue dichiarazioni collaborative ha permesso alla Procura della Repubblica di Roma di svelare il complesso marchingegno illecito che ruotava intorno a Finmeccanica-Selex ed Enav". Il 22 maggio scorso l'avvocato Murano, insieme con il collega Natale Perri, ha depositato presso l'Organismo di mediazione forense di Roma "la richiesta di avvio della procedura di mediazione, quale antecedente processuale necessario per citare davanti al tribunale Civile di Roma l'onorevole Milanese. "Nella stessa richiesta di attivazione della procedura conciliativa abbiamo precisato che la controversia che sarà instaurata davanti al Tribunale Civile di Roma avrà come oggetto la restituzione della somma pari ad un milione di euro, oltre al risarcimento degli ulteriori danni conseguenti all'annullamento dei contratti di compravendita dell'imbarcazione, delle fideiussioni rilasciate alla società Eurotec (che formalmente ha proceduto all'acquisto) da parte della Print Sistem a garanzia dell'operazione del finanziamento diretto ad estinguere il leasing di cui l'onorevole Milanese risultava ampiamente moroso". La Procura di Roma - sottolinea Murano - contesta a Milanese di "avere percepito un finanziamento illecito attraverso il sovrapprezzo dell'imbarcazione rispetto all'effettivo valore di mercato, peraltro attuato con il definitivo incameramento di somme di denaro che il parlamentare aveva percepito durante le trattative con la finalità di versarle all'Unicredit verso la quale risultava in mora". Per questo i legali di Di Lernia hanno ritenuto "di coinvolgere anche l'Unicredit e la Banca Cr Firenze, che quell'operazione resero possibile, perché" secondo Murano e Perri "tutti gli atti stipulati in occasione dell'acquisto dell'imbarcazione sono affetti da nullità per l'illiceità della causa negoziale o quantomeno per l'illiceità del comune motivo tra tutti i contraenti". I difensori di Di Lernia auspicano che sia Milanese, che gli altri citati, si costituiscano davanti all'Organismo di mediazione e soprattutto sia animato da serie finalità conciliative "onde evitare un defatigante contenzioso davanti al Tribunale Civile di Roma, che aggraverebbe gli ingenti danni sofferti dalla Print Sistem in tale anomala vicenda".

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