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pubblicato il 10/feb/2014 15:52

Edilizia: Costruttori torinesi, strade e scuole prioritarie su cultura

(ASCA) - Torino, 10 feb 2014 - Prima della cultura si pensi alle strade e alle scuole. Reduci da un altro 'annus horribilis', paragonabile al 2012, i costruttori torinesi lanciano un appello perche' le istituzioni locali diano impulso ai cantieri innanzitutto per quel che riguarda le strade e le scuole, due settori dove si puo' dare un segnale per invertire la tendenza di crisi. ''Auspico che la Tasi sui servizi indivisibili possa essere utilizzata in gran parte per fare manutenzione e rendere efficienti le infrastrutture.

- dice il presidente del collegio costruttori di Torino e Provincia Alesssandro Cherio, aggiungendo che ''se si fanno i risparmi, si trovano le risorse'' e puntando il dito sui fondi ottenuti dalla cultura e non sempre con un ritorno adeguato. ''Al sistema cultura arrivano un sacco di quattrini. Ci sono delle priorita'- dice - e questo e' il momento di dirottare i fondi su cose piu' tangibili''. Sul piano politico i costruttori auspicano stabilita' e accelerazione del meccanismo decisionale la cui lentezza e farraginosita' rischia di vanificare ''anche i migliori progetti''. E contesta gli ultimi dati sulla riduzione della disoccupazione di un decimale causata dice Cherio semplicemente dagli abbandoni, sempre piu' numerosi, nella ricerca di un lavoro. Sul piano regionale Cherio evidenzia che l'attuale impasse ''e' un problema per tutti'' e che un sistema ''ingessato non e' un messaggio positivo: solo la stabilita' da' la possibilita' di investimenti a medio termine''. Per cui ''se si deve andare a elezioni si vada, sia a livello nazionale che a livello piemontese''. Il 2013 per il settore dell'edilizia si e' chiuso nuovmente con il segno meno: I bandi per le opere pubbliche pubblicati nel 2013 sono stati il 31% in meno rispetto al 2012, per un valore di 235 milioni di euro (erano 343 milioni nel 2012).

Cifre dimezzate se si confrontano con il 2009, quando il valore dei bandi era di 488 milioni di euro. A questo si deve aggiungere il problema del ritardo nei pagamenti della Pubblica Amministrazione, che estende i suoi effetti su tutta la filiera, creando i presupposti per l'insolvenza di migliaia di imprese. I tempi medi di pagamento sono di 7 mesi, ossia di oltre 200 giorni oltre i termini fissati dalla legge, e le punte di ritardo superano ampiamente i 2 anni. ''Se negl anni piu' recenti le banche hanno smesso di scontare le fatture nei confronti dei privati, ora non prendono piu' in considerazione neppure i crediti con l'ente pubblico'', dice Cherio. ''Anche la ''piaga'' dei ribassi temerari non accenna a guarire - commenta il Presidente degli edili torinesi - e vi sono casi assai gravi, quale quello recente del Comune di Moncalieri, in cui per un edificio scolastico si e' giunti a quasi il 68% di ribasso sulla cifra iniziale di 1,8 milioni, dove se questi valori vengono accettati da un'Amministrazione Pubblica, e' la fine della corretta concorrenza'', ha sottolineato Cherio, osservando che l'anomalia dell'offerta pregiudica legalita', sicurezza, qualita' del manufatto: ''questo e' il momento in cui, in mancanza di controlli, l'illegalita' puo' essere l'elemento vincente delle imprese''. Gli effetti piu' dolorosi della crisi riguardano l'occupazione, sia per la perdita di posti di lavoro sia per la conseguente perdita delle competenze che costituiscono la forza del tessuto delle imprese edili torinesi. Nel 2013 sono state autorizzate 1 milione e 448 mila ore di Cassa ordinaria, con un incremento superiore al 40% rispetto al 2009, quando erano di 1 milione. Nello stesso periodo (2009-2013) la Cassa straordinaria ha registra un aumento superiore al 1500%: da circa 70.000 ore nel 2009 a circa 1 milione nel 2013. Ancora piu' preoccupanti le ore di Cassa in deroga, cresciute in 4 anni del 4380%: da 5.000 ore nel 2009 a piu' di 200 mila nel 2013. Nonostante gli ammortizzatori, non e' stato possibile arrestare l'emorragia di posti di lavoro e negli ultimi 4 anni la popolazione operaia iscritta alla Cassa Edile si e' ridotta del 30%. Per quanto riguarda l'accesso al credito, tra il 2009 e il 2012 il flusso di nuovi mutui per investimenti nel settore residenziale si e' ridotto del 36%. Nei primi 3 mesi del 2013, rispetto allo stesso periodo del 2012, la riduzione e' stata del 29%. Stessa situazione per i mutui per l'acquisto di abitazioni da parte delle famiglie: la diminuzione media tra il 2009 e il 2012 e' stata del 41,6%. Cio' significa che in 4 anni le banche hanno erogato quasi 2 miliardi di euro in meno alle famiglie. Per quanto riguarda infine l'edilizia abitativa, tra il 2012 e il 2013 la riduzione delle transazioni e' stata del 4%, dato che raggiunge il 24% se si considera il periodo 2009 - 2013. ''Sul piano dell'edilizia privata - conclude Alessandro Cherio - credo che la priorita' oggi sia quella di rendere la tassazione stabile e duratura nel tempo. La pressione fiscale su chi investe in edilizia, oltre ad essere enormemente e irragionevolmente ''punitiva'', e' continuamente soggetta a variazioni che destabilizzano il mercato e rendono insicuri gli investitori. Avere una fiscalita' certa e duratura nel tempo e' il primo passo verso un cambiamento che la politica deve avere il coraggio e la fermezza di compiere''. Per il primo semestre 2014 le previsioni non cambiano segno: l'87% delle imprese non prevede investimenti e il 70% si aspetta un'ulteriore riduzione del fatturato rispetto all'anno scorso. I mesi di lavoro assicurato che sono nel portafoglio delle imprese raggiungono in media meno di sei per i lavori privati e solo tre per i lavori pubblici. Infine, circa l'80% delle imprese dichiara di non aver bisogno per il prossimo semestre di manodopera, ne' generica ne' specializzata, e il 53% prevede una riduzione dell'occupazione dipendente (erano il 39% il semestre passato) e il 56% una riduzione del ricorso a manodopera esterna (erano il 46% nel 2012). Quasi nessuna impresa intende assumere.

eg/gc

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