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pubblicato il 07/gen/2013 09:14

Droga: Dia sequestra beni per 500 mila euro nel catanese

Droga: Dia sequestra beni per 500 mila euro nel catanese

(ASCA) - Catania, 7 gen - La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha sequestrato una impresa operante nel settore della ristorazione, beni mobili, rapporti bancari e postali per un valore complessivo di circa 500 mila euro riconducibili ad A.V., classe 1964, di Palagonia (CT), al vertice di una organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti operante nel territorio di Palagonia.

La D.I.A. ha eseguito il decreto di sequestro e confisca emesso, ai sensi delle vigenti disposizioni antimafia, dal Tribunale di Catania - Collegio Misure di Prevenzione - in seguito ad un'articolata proposta avanzata dal Direttore della Direzione Investigativa Antimafia.

Con il provvedimento ablativo sono stati sequestrati un esercizio commerciale esercente l'attivita' di ristorante, bar-gelateria, autovetture, rapporti bancari e postali riconducibili ad A.V. ed ai suoi familiari, per un valore complessivo di circa cinquecento mila euro.

Le indagini svolte dalla D.I.A. nell'arco temporale compreso tra il 1991 e il 2009 - finalizzate a rilevare la capacita' reddituale di A.V. e del suo nucleo familiare - hanno permesso di identificare diversi cespiti patrimoniali che, benche' formalmente intestati a prossimi congiunti del suddetto, sono riconducibili alla sua effettiva titolarita'.

Gli accertamenti di natura tecnico-economici hanno permesso di evidenziare forti profili sperequativi tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto, tali da fondare la presunzione, accolta dal Tribunale, di un'illecita acquisizione patrimoniale derivante dalle attivita' delittuose connesse all'organico e prolungato inserimento di A.V. nell'ambito del traffico delle sostanze stupefacenti.

L'uomo era stato tratto in arresto nell'aprile del 2006, nell'ambito dell'operazione ''GOOD YEAR'' eseguita dai Carabinieri di Catania, per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacente, rivestendo nell'organizzazione il ruolo di promotore. Dalle indagini sono emersi collegamenti fra l'organizzazione e soggetti calabresi operanti nella Locride dai quali lo stesso si riforniva per l'acquisto di stupefacenti (cocaina ed eroina).

Sulla base delle investigazione svolte il Tribunale di Caltagirone ha condannato A.V. alla pena di anni 24 di reclusione.

com-dab/

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