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pubblicato il 17/lug/2013 18:18

Dossier illeciti: Tronchetti, io condannato perche' denunciai chi spiava

(ASCA) - Milano, 17 lug - ''Rispetto la sentenza, ma non posso non evidenziare che sono stato condannato per aver denunciato chi ci spiava''. Questo il commento di Marco Tronchetti Provera sulla decisione del giudice monocratico di Milano di condannarlo a 1 anno e 8 mesi per la vicenda dei dossier illeciti di Telecom. Tronchetti e' stato condannato per presunto episodio di hackeraggio realizzato nel 2004 dal 'Tiger Team' di Giuliano Tavaroli ai danni dell'agenzia internazionale di investigazione Kroll. In quel periodo era presidente di Telecom, gruppo in prima linea per conquistare il pacchetto di controllo di Tim Brasil. ''Faro' ricorso, convinto che la verita' emergera''', aggiunge Tronchetti che ribadisce la linea gia' espressa dal suo legale: ''La sentenza di oggi in primo grado si fonda esclusivamente sulle dichiarazioni di un teste che in questa lunga storia ha dichiarato tutto e il suo contrario, tanto da essere definito 'ambiguo' anche dallo stesso pm. Non sono state portate prove, perche' non ne esistono, che confermino la ricostruzione di Tavaroli. Mai ho avuto informazioni relative all'acquisizione illecita del materiale Kroll''. E ancora: ''Non appena entrammo in possesso di tale documentazione, la inviammo all'autorita' di polizia brasiliana. Quel materiale dimostrava che sia io e la mia famiglia sia l'azienda che allora guidavo eravamo oggetto di spionaggio da parte dell'agenzia di investigazione, tanto che la Procura brasiliana fece arrestare i soggetti ritenuti responsabili''.

Tronchetti parla dunque di ''incredibile vicenda'' caraterizzata da diversi ''paradossi''. Il primo ''e' che la portata lesiva delle azioni poste in essere dalla Kroll venne riconosciuta nel 2004 anche dalla societa' Marsh&McLellan, allora controllante di Kroll, che pose fine alle azioni contro di me, la mia famiglia e Telecom Italia, scusandosi ufficialmente per l'accaduto. Oggi - denuncia Tronchetti - non solo vengo condannato, ma mi si chiede di risarcire da un lato il soggetto che avevo tutelato, Telecom Italia, e dall'altro proprio quei soggetti che risultavano essere i mandanti dell'azione in nostro danno. Sono certo che la realta' dei fatti sara' riconosciuta anche nelle aule di giustizia. Vado avanti con pazienza e determinazione''.

fcz/

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