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pubblicato il 27/feb/2014 20:33

Dl Enti Locali: tensione Marino-Renzi tra minacce e toni inaccettabili

Dl Enti Locali: tensione Marino-Renzi tra minacce e toni inaccettabili

(ASCA) - Roma, 27 feb 2014 - ''Da domenica blocco la citta''''.

E' la dichiarazione ''shock' con la quale il sindaco di Roma, Ignazio Marino, questa mattina ha dato il via ad un braccio di ferro tra il Campidoglio e Palazzo Chigi che ha caratterizzato la gran parte della giornata causando le reazioni della politica, dell'opinione pubblica e soprattutto, dei romani.

Inizia presto la giornata del professore genovese da ieri impegnato a far fronte agli effetti del ritiro da parte del Governo del cosiddetto decreto Salva Roma con il conseguente rischio di commissariamento della Capitale. Marino non ci sta ed oggi ha dimostrato di voler 'vendere cara la pelle'.

'''Sono arrabbiatissimo'' ha confessato di prima mattina, ricordando che anche '''i romani sono arrabbiati e hanno ragione, dovrebbero inseguire la politica con i forconi''.

Altra affermazione dura che mette il Primo Cittadino direttamente in rotta di collisione con Palazzo Chigi che fa sapere che le parole di Marino hanno creato ''irritazione''.

La tensione tra Marino e il neo Capo del Governo Matteo Renzi e' palese. Come spiega lo stesso Sindaco sono continui i contatti tra lui, il capo dell'Esecutivo, e Graziano Delrio.

A Palazzo Chigi si sta lavorando ad una soluzione per Roma e - come svela Marino - Renzi ha dato rassicurazioni. Marino non vuole soldi - spiega piu' volte nell'arco della giornata - vuole i soldi delle tasse dei romani e vuole strumenti legislativi per governare la Capitale D'Italia. Ed e' sul ruolo di Roma che si consuma il secondo braccio di ferro di oggi, scontro che in realta' aveva iniziato ad animarsi ieri con alcune dichiarazioni dei rappresentanti della Lega che invocavano Nerone commissario per la Citta' Eterna. Il professore attacca i leghisti e chiede il rispetto per la Capitale e i suoi cittadini. ''Voglio che i romani siano rispettati perche' questa e' la Capitale del nostro Paese'' attacca sottolineando che gli esponenti del Carroccio non rispettano la Bandiera Italiana e l'Inno Nazionale '''sono degni del nostro Paese e della nostra Capitale. Negli altri paesi chi offende la Bandiera viene arrestato''. Messi all'angolo anche i Leghisti, nel corso del pomeriggio Marino comincia ad abbassare i toni rincuorato dai ''lavori in corso' a Palazzo Chigi e spiega che intende per blocco della citta'. ''Io non blocco la citta' - chiarisce - sara' la citta' a fermarsi da sola. Se io non ho lo strumento per prendere decisioni sul bilancio, in questo momento non posso procedere ad alcuna erogazione di denaro''. Il Sindaco non lascia spazio a dubbi, non ci sono i soldi per i servizi essenziali, dai trasporti, agli stipendi, agli asili. Roma e i romani rischiano la paralisi. E mentre continuano i contatti tra l'Esecutivo e il Sindaco, ad alimentare la polemica anche l'ex sindaco Gianni Alemanno che si difende dalle accuse di Marino contro la sua gestione. ''E' ridicolo - dice Alemanno - che Ignazio Marino cerchi di scaricare sulla nostra amministrazione la responsabilita' di questo disavanzo. Quando abbiamo fatto il passaggio di consegne lo squilibrio reale era di 165 milioni e avevamo gia' predisposto gli atti per tenere sotto controllo la spesa corrente anche prima dell'approvazione del bilancio. Ma, nonostante tutti i miei avvertimenti Marino non ha adottato nessuna misura per frenare la spesa corrente che e' continuata a crescere, da giugno a novembre, fino a creare un disavanzo di 815 milioni''. '''Il sindaco Marino si dimetta e ci mandi a votare il piu' presto possibile. Roma non si merita tutto questo'' taglia corto Alemanno. E' Matteo Renzi a mettere la parola 'fine' alla lunga giornata di tensione assicurando che domani il Consiglio dei Ministri risolvera' il 'nodo' Roma.

Anche se per l'ex sindaco di Firenze i toni usati oggi da Marino restano ''inaccettabili'.

bet/mpd

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