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pubblicato il 27/ago/2014 12:00

Delitto dell'Eur, Oksana colpita 40 volte. Ha provato a difendersi

Il medico legale: violenza inaudita

Delitto dell'Eur, Oksana colpita 40 volte. Ha provato a difendersi

Roma, 27 ago. (askanews) - Oksana Martseniuk è stata colpita oltre 40 volte prima di accasciarsi esanime sotto i fendenti, ha urlato, ha cercato di difendersi contro la furia di un'aggressione "di una violenza inaudita, durante l'autopsia ho avuto davanti un quadro tra quelli più drammatici che abbia mai visto", ha spiegato il Giovanni Arcudi, direttore della medicina legale dell'università di Tor Vergata, che si è occupato dell'autopsia della colf ucraina di 38 anni, uccisa domenica mattina in una villetta nel quartiere romano dell'Eur, e ieri di quella del 35enne Federico Leonelli, l'aggressore, che poi è stato colpito, due proiettili, dagli agenti intervenuti. L'autopsia sul corpo della donna è appena finita: "Abbiamo un quadro lesivo importante con moltissime lesioni, oltre quaranta colpi, in gran parte del corpo", spiega Arcudi, aggiungendo: "Secondo la mia opinione c'è stata una violenta aggressione, con una colluttazione, la vittima aveva lesioni anche al viso alle gambe alle braccia, alle mani, ha tentato di difendersi, finché ha potuto poi con il sopraggiungere delle lesioni ha perso forza. Non si tratta di una ferita mortale ma di un insieme di tante ferite che ne hanno causato la morte". Il medico tende prima facie ad escludere la violenza sessuale: "Per la mia opinione ed esperienza un'aggressione di questo tipo non mira alla violenza sessuale, c'è stata una violenza inaudita, un quadro tra quelli più drammatici che abbia visto, ma gli accertamenti sul punto sono in corso: sono stati fatti i prelievi necessari per stabilire se ci sia stata o meno la violenza sessuale, come chiesto dalla procura, ne attendiamo gli esiti". Per capire se Leonelli, appassionato di coltelli, abbia usato più armi "sono state fotografate e misurate le lesioni per poi confrontarle e capire se compatibili con un'unica o più armi, comunque sono state usate tutte armi da punta e taglio". Anche per la decapitazione avvenuta dopo la morte, "forse in un tentativo di depezzamento del cadavere", spiega Arcudi, in base alla sua esperienza, per poi nasconderlo. L'aggressione - è l'ipotesi del medico - si è svolta rapidissima, una sequenza di colpi accelerati, poi dopo una mezz'ora circa la decapitazione. Leonelli, tecnico informatico ospite in cambio di lavoretti nella villetta di via Birmania, soffriva di depressione, ieri durante la sua autopsia sono stati fatti i prelievi necessari per gli esami tossicologici, per capire anche se avesse abusato di farmaci antidepressivi, e i risultati sono attesi tra una quindicina di giorni. L'autopsia sul 35enne ha inoltre rilevato due ferite di arma da fuoco al torace che ne hanno causato la morte, avvenuta poco dopo all'ospedale Sant'Eugenio.

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