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pubblicato il 23/gen/2014 14:46

Cultura: cresce quota mercato gallerie d'arte al 72,96%

(ASCA) - Roma, 23 gen 2014 - Cresce il mercato dell'arte gestito dalle gallerie. Dal Rapporto annuale sul mercato dei beni artistici curato da Nomisma in collaborazione con l'Universita' LUM ''Jean Monnet'' emerge come il mercato dell'arte sia un settore che presenta diverse criticita' e uno scenario piuttosto frammentato. Mancano infatti delle strategie comuni e una politica di riferimento. Per questo motivo, momenti di confronto come ArteFiera sono importanti perche' riescono a condensare l'esperienza degli operatori e a offrire al sistema dell'arte italiano un respiro internazionale.

Dal Rapporto 2013 emerge un notevole cambiamento nel processo di intermediazione nel mercato dell'arte. Le gallerie sono infatti diventate il principale canale di vendita a discapito delle case d'asta. Nel corso dell'ultimo quadriennio, la quota di mercato delle gallerie e' passata infatti dal 58,84% al 72,96%.

In Italia chi compra arte solitamente e' un cultore della materia e il driver estetico e culturale continua ad essere predominante nell'investimento in opere d'arte. All'interno del mercato italiano le opere d'arte antica continuano la loro progressiva perdita di peso rispetto ai segmenti dell'arte moderna e contemporanea che, in particolare all'estero realizzano notevoli performance. Nel 2013 il mercato dell'arte moderna e contemporanea ha avuto un andamento positivo rispetto al secondo semestre 2012 con prospettive di miglioramento previste anche per la prima parte del 2014. I prezzi si sono mantenuti stabili. Anche un'indagine condotta da Nomisma sugli intermediari professionali sottolinea l'importanza del comparto contemporaneo. Per il 77,7% degli operatori intervistati i valori dell'arte contemporanea saranno stabili o in aumento, mentre per il 76% i prezzi dell'antiquariato sicuramente diminuiranno.

Nomisma riscontra come l'investimento-collezionismo in arte sia diventato un fenomeno mondiale tipico delle economie sviluppate; in Italia quest'ottica fatica ancora a trovare un effettivo riscontro da parte di operatori e famiglie anche a causa dei vincoli normativi. Nonostante l'arte dimostri di avere notevoli potenzialita', sia come investimento, sia come volano per lo sviluppo locale, non sono ancora stati creati veicoli, quali fondi artistici chiusi, per favorire l''ingresso dei risparmiatori nel settore. Il segmento dell'arte contemporanea e' cresciuto molto velocemente tra 1995-2013 con un tasso di rendimento medio annuale del 3,35% e ha dimostrato di reggere meglio il colpo della crisi, restituendo agli investitori collezionisti un +0,6% annuo a partire dal 2006.

com-ram

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