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pubblicato il 11/mar/2011 19:30

Cucchi/ La sorella Ilaria a Giovanardi: ci lasci in pace

In una lettera: "Non si costituisca parte civile"

Cucchi/ La sorella Ilaria a Giovanardi: ci lasci in pace

Roma, 11 mar. (askanews) - "Caro onorevole Carlo Giovanardi, indubbiamente la morte di mio fratello, per come è avvenuta, deve fare come ha fatto e farà discutere. Tanto. Una morte lenta e terribile, abbandonato a se stesso ed isolato dal resto del mondo mentre era in balìa dello Stato italiano". Così scrive in una lettera Ilaria Cucchi, sorella del giovane geometra deceduto in seguito all'arresto. "Abbiamo accettato il dialogo con tutti, sempre in termini civili, purchè ci si potesse confrontare sui fatti e non sui luoghi comuni od i pregiudizi - continua - Abbiamo avuto affetto e solidarietà da tutti, anche politici, anche con importanti cariche istituzionali senza però che questi ultimi , ovviamente, entrassero nel merito delle indagini, nell'assoluto rispetto delle Loro funzioni". Poi Ilaria Cucchi aggiunge: "Per lei onorevole è diverso. Lei è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ed abbiamo fin da subito dovuto fare i conti con i suoi numerosi interventi in una presenza costante nella nostra drammatica vicenda, della quale conserviamo abbondante documentazione. Lei ha ritenuto, onorevole sottosegretario, di esprimere giudizi, fare valutazioni, dare consigli alle parti processuali, fino addirittura a farsi portatore di verità - si sottolinea - Io rispetto l'autorità che lei rappresenta onorevole ma vorrei tanto dire a lei ed al suo Presidente che il mio rispetto per le vostre funzioni è assoluto". "Ma altrettanto assoluto è la mia convinzione che la magistratura debba essere lasciata indipendente dall'esercizio del vostro potere. Tutti possono esprimere pareri, opinioni e prese di posizioni, ma Lei fa ben altro, onorevole. Esprime dall'alto della sua posizione, verità(presunte) e consigli che percepisco come pesanti interferenze sul processo in corso. Di fronte a questo io, normale cittadina, non ho difesa. Mio fratello caro Onorevole sottosegretario, era stato tossicodipendente ma non era un 'drogato anoressico larva zombie', e non è morto per questo". "Zombie ci è diventato per colpa di quello stato che lei rappresenta. Su questo Onorevole Sottosegretario io le chiedo di poter avere con Lei un pubblico confronto. Riguardo alla Sua presunta intenzione di costituirsi parte civile nel processo, le chiedo a nome mio e della mia famiglia già così duramente provata, di lasciar perdere. Ci lasci in pace anche se per noi pace è una parola ormai sconosciuta. Grazie".

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