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pubblicato il 23/mag/2012 15:35

Cucchi/ Certificato ospedale: lesione L3 risale almeno al 2003

Documento acquisito da inquirenti conferma linea della Procura

Cucchi/ Certificato ospedale: lesione L3 risale almeno al 2003

Roma, 23 mag. (askanews) - Un documento che in parte riscrive la storia clinica di Stefano Cucchi, il giovane deceduto ad una settimana dal suo arresto il 22 ottobre del 2009, nella struttura protetta dell'ospedale Sandro Pertini. Negli ultimi giorni gli inquirenti della Procura di Roma hanno acquisito, tramite la polizia giudiziaria, un certificato medico dello stesso nosocomio e risalente al 25 agosto del 2003. L'incartamento nel suo complesso è stato depositato all'attenzione dei giudici della III corte d'assise e messo a disposizione delle parti, compresi i componenti del collegio peritale che proprio oggi hanno avviato a Milano i lavori per indidividuare le cause del decesso, così come disposto dai giudici nelle scorse settimane. Quel 25 agosto i medici del Dea, esaminata la radiografia della schiena, affermano che "dai primi accertamenti, a quanto visibile, non si rilevano lesioni osteotraumatiche di data recente". L'accertamento, a questo punto, fa ritenere che la lesione alla vertebra lombare L3 sia addirittura precedente al 2003. Questa assistenza avvenuta, per ammissione dello stesso Cucchi al personale sanitario, in seguito ad una caduta accidentale per l'assunzione di alcolici e una crisi epilettica, rischia di mettere in dubbio la tesi della parte civile secondo cui la stessa lesione sarebbe avvenuta a causa del pestaggio da parte degli agenti della polizia penitenziaria il 16 ottobre 2009 e avrebbe insieme ad altri elementi portato alla morte del giovane geometra. Per quel che ha subito Cucchi e per come è finito sono sotto processo 9 tra medici e infermieri del Pertini, e 3 agenti della penitenziaria. I primi rispondono dello stato d'abbandono che portò alla morte, gli altri delle botte. Questo accertamento di cui oggi si ha notizia - secondo quanto si sottolinea a piazzale Clodio - conferma l'impostazione dei pubblici ministeri Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy i 'secondini' devono rispondere di lesioni e non di omicidio preterintenzionale. Inoltre i consulenti dei pm, che avevano studiato le lesioni a livello macro e istologico all'indomani della morte di Cucchi, il trauma alla L3 è assolutamente sovrapponibile a quello osservato nel 2003.

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