sabato 21 gennaio | 14:28
pubblicato il 30/gen/2014 11:00

Crisi: Eurispes, profonda e drammatica. Ma Italia non e' senza futuro

Crisi: Eurispes, profonda e drammatica. Ma Italia non e' senza futuro

(ASCA) - Roma, 30 gen 2014 - ''L'Italia sta vivendo una crisi profonda e drammatica. Ma questo non e' un paese senza futuro''. Lo ha detto Gian Maria Fara, presidente dell'Eurispes, presentando oggi a Roma, il Rapporto Italia 2014, realizzato su un campione di 1097 cittadini con rilevazioni compiute tra il 13 dicembre 2013 e il 14 gennaio 2014.

Dai dati raccolti emerge che ''un fantasma si aggira per il nostro Paese. La sub-cultura del declino e della decadenza, figlia del nichilismo, sembra ormai pervadere le istituzioni e le coscienze dei nostri concittadini'', ha affermato Fara. Cionostante, il presidente dell'IStituto di ricerca ha evidenziato una serie di indicatori positivi della performance economica italiana: ''Nel 1999 eravamo al quinto posto nella Ue a 27 per saldo commerciale normalizzato nei manufatti. Oggi siamo al terzo posto. Negli ultimi cinque anni il fatturato estero dell'industria italiana ha superato quello tedesco e francese. Negli ultimi due anni siamo stati tra i soli cinque paesi al mondo (con Cina, Germania, Giappone, Corea del Sud) a conseguire un saldo commerciale con l'estero superiore ai 100 miliardi di dollari. Il nostro comparto agricolo ha prodotto risultati fortemente positivi sia in termini di fatturato sia di occupazione. L'Italia resta una tra le mete preferite del turismo internazionale''.

Fara ha quindi sottolineato come tutti questi risultati si registrino ''nonostante gli ostacoli, i ritardi, i mille impedimenti che lo Stato pone a chi decide di avviare una qualsiasi attivita' imprenditoriale, attraverso una pressione fiscale insopportabile, una burocrazia pervasiva e ossessionata dal regime del controllo e della concessione in luogo del diritto''. Il presidente Eurispes ha, quindi, concluso esprimendo condivisione per un recentissimo documento stilato da Giuseppe Bianchi, presidente dell'Isril, e sottoscritto da decine di rappresentanti di istituzioni economiche, nel quale si afferma: ''E' davvero ardito parlare di un paese sul viale del tramonto. Non siamo una nazione di macerie e di cittadini rassegnati''.

red-stt/gc

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