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pubblicato il 20/set/2012 18:00

Crisi/ Da inizio anno in 68 si sono suicidati, otto al mese

Numero più alto tra imprenditori e soprattutto nel nord est

Crisi/ Da inizio anno in 68 si sono suicidati, otto al mese

Roma, 20 set. (askanews) - Dall'inizio dell'anno sono 68 le persone che in Italia, sull'orlo del fallimento a causa della crisi economica e schiacciate dai debiti, hanno deciso di togliersi la vita. Una media di quasi 8 suicidi al mese. A questo numero si devono aggiungere 20 tentativi di suicidio registrati tra i mesi di gennaio e settembre del 2012. La maggior parte dei suicidi si è registrata nel nord e in particolare nel nord est e a uccidersi sono soprattutto imprenditori, mentre i tentati suicidi si verificano soprattutto tra disoccupati. L'analisi dei dati, effettuata dalla Link Campus University con gli ultimi dati disponibili sul fenomeno del suicidio in Italia, ha permesso di contare 66 uomini e 2 donne che dall'inizio dell'anno si sono tolti la vita. I numeri, benchè alti, evidenziano però un'inversione di tendenza: dopo il notevole incremento registrato tra gli anni 2007 e 2009, si assiste oggi ad un calo dei suicidi per ragioni economiche. I 68 suicidi per motivi economici individuati in Italia nei primi 9 mesi dell'anno 2012 sembrano confermare un andamento opposto a quello registrato fino a due anni fa. Maggio è il mese con il più alto numero di suicidi: 20 sui 68 rilevati da gennaio a settembre del 2012; a seguire il mese di aprile con 13 suicidi, gennaio con 12 e marzo con 9. Le vittime di suicidio hanno un'età media di 52 anni. La fascia di età maggiormente interessata è quella che va dai 45 ai 54 anni con un'incidenza del 48,5%, seguita dalla fascia 55-64 anni (25%). I dati ancora una volta sottolineano le gravi difficoltà di un segmento della popolazione, quello dai 45 ai 64 anni, "che raccoglie un significativo numero di imprenditori e artigiani che maggiormente soffrono la variabilità del mercato". In questa fascia ci sono, inoltre, i cosiddetti esodati, ovvero i lavoratori espulsi dal mercato del lavoro ma non ancora in possesso dei requisiti per accedere al trattamento pensionistico e, in generale, tutti quei disoccupati per i quali il reinserimento lavorativo si rende difficoltoso non soltanto per la carenza di programmi ed incentivi a favore delle imprese ma anche a causa della difficile congiuntura economica.

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