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pubblicato il 25/mag/2013 14:51

Crisi: Cia, si spreca meno cibo, ma ancora 500 euro spesa in pattumiera

Crisi: Cia, si spreca meno cibo, ma ancora 500 euro spesa in pattumiera

(ASCA) - Roma, 25 mag - Con la crisi gli italiani diventano meno sciuponi e piu' attenti al riciclo in cucina: negli ultimi due anni hanno ridotto di netto il volume degli sprechi casalinghi, passati dai 100 chili pro capite l'anno del 2011 ai 76 chili di oggi, con un 'taglio' del 25% in quantita' degli alimenti che finiscono direttamente nella spazzatura. Lo afferma in una nota la Confederazione italiana agricoltori (Cia) pur ammonendo che ''le cifre dello spreco sono ancora troppo alte'' con circa 500 euro di spesa a famiglia che finisce nella pattumiera: uno ''scandalo etico ed ambientale'', decreta l'associazione di categoria.

La tendenza rilevata a sprecare meno - spiega la Cia - va di pari passo con il calo degli acquisti per la tavola da parte di 16 milioni di famiglie italiane che, per effetto delle difficolta' economiche, sono costrette a ridurre il budget della spesa e a svuotare il carrello alimentare. Ma e' anche il riflesso di una ritrovata capacita' di riciclare il cibo non consumato, che porta oggi 5,5 milioni di famiglie (cioe' 1 su 4) a fare cucina di recupero con gli avanzi. Le cifre dello spreco, pero', sono ancora troppo alte - sottolinea la Cia - soprattutto considerato che nell'ultimo triennio in Italia il numero degli indigenti e' cresciuto del 33%. Nonostante la crisi, infatti, ogni famiglia italiana spende in media 500 euro in alimenti che non consumera', con uno spreco che tocca quasi il 10% della spesa mensile.

Complici gli stili di vita frenetici e la scarsa capacita' di conservare adeguatamente i cibi, a finire nella pattumiera con piu' frequenza sono i prodotti freschi come latticini, uova, carne e preparati (39%), il pane (19%), la frutta e la verdura (17%). L'associazione di categoria parla, pertanto, di ''scandalo'' non solo dal punto di vista economico ed etico, ma anche ambientale: non si puo' ignorare che una sola tonnellata di rifiuti alimentari genera fino a 4,2 tonnellate di Co2. E' anche per questo - conclude la Cia - che dobbiamo smettere di considerare lo spreco un rifiuto, valutando di volta in volta se e' ancora utilizzabile e come puo' essere riciclato al meglio. com-stt/cam/ss

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