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pubblicato il 14/mag/2013 19:32

Costa Concordia: pm si oppone a patteggiamento per Schettino

(ASCA) - Firenze, 14 mag - No al patteggiamento per l'ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, si' per gli altri cinque imputati. E' quanto emerso dall'udienza preliminare che si e' svolta oggi al Teatro Moderno di Grosseto. Tutti gli imputati hanno chiesto il patteggiamento: con una pena di 3 anni e 4 mesi Schettino; di 2 anni e 10 mesi il responsabile dell'unita' di crisi Roberto Ferrarini; di 2 anni e 6 mesi l'hotel director Manrico Giampedroni, di 1 anno e 11 mesi con la condizionale l'ufficiale Ciro Ambrosio; di 1 anno e 8 mesi con la condizionale il timoniere Rusli Bin, di 1 anno e 6 mesi con la condizionale l'ufficiale Silvia Coronica. La Procura si e' opposta al patteggiamento di Schettino mentre ha dato il consenso sulle richieste degli altri 5. La decisione, adesso, spettera' al giudice.

Secondo il procuratore capo Francesco Verusio, le pene proposte per i cinque imputati ammessi sono ''adeguate'', visto che le loro posizioni sono ''assolutamente marginali con effetto causale minimo'' sul naufragio. Al contrario, per quanto riguarda Schettino, i Pm rilevano una ''gigantesca responsabilita''' dell'ex comandante che porta ''il peso quasi esclusivo della impressionante catena di errori commessi''. Contrarie ai patteggiamenti sono le parti civili e le associazioni dei consumatori. Al momento dell'ammissione al patteggiamento, in aula qualcuno ha gridato ''vergogna''. Per il Codacons, ''e' scandaloso il consenso prestato dalla Procura della Repubblica sulle richieste di patteggiamento di tutti gli imputati tranne che sulla richiesta di patteggiamento avanzata da Schettino''. Con il patteggiamento, tra l'altro, non ci sara' la possibilita' di chiedere il risarcimento in sede penale ma solo in quella civile. ''Capisco le parti civili - replica Verusio - ma il processo penale non puo' subire rinvii per ragioni che riguardano il procedimento civile che si dovra' tenere non in questa sede''.

Schettino, da parte sua, contrattacca. Secondo l'avvocato Francesco Pepe, ''l'errore del timoniere e' un punto di forza della vicenda'', perche' ''non capi' gli ordini del comandante Schettino''. Allo stesso tempo, per il legale ''l'accusa di abbandono della nave e' una cosa assurda perche' Schettino non poteva piu' rimanere a bordo della nave nelle condizioni in cui si trovava''. La difesa dell'ex comandante ha anche richiesto che siano tolte dalla richiesta di rinvio a giudizio alcune espressioni come ''spaccone gaudente'' ritenute offensive. Una procedura che, a discrezione del giudice, puo' prevedere anche il risarcimento del danno morale a favore dell'imputato.

Intanto la Procura di Grosseto ha aperto un nuovo fascicolo di inchiesta relativo al naufragio della Costa Concordia.

L'ipotesi di reato in questo caso e' di danneggiamento al patrimonio archeologico. ''Una persona - spiega Verusio - sostiene che li' sotto ci sarebbero due triremi del periodo ellenistico. Andremo a verificare se ci sono dei reperti e se eventualmente hanno subito danni''.

afe/mau/ss

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