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pubblicato il 18/apr/2013 16:52

Consumi: Cia, crollo del vino colpa dei divieti e dei superalcolici

Consumi: Cia, crollo del vino colpa dei divieti e dei superalcolici

(ASCA) - Roma, 18 apr - Cala il consumo di alcol giornaliero ma aumenta quello occasionale. Dove spopolano aperitivi e superalcolici, mentre il vino tocca il punto piu' basso. Dal 1995 al 2012, infatti, i consumi sono passati da 55 a 39 litri pro capite, perdendo per strada quasi un litro ogni anno. E la colpa non e' solo della crisi e dei cambiamenti negli stili di vita, ma anche di anni di criminalizzazioni e divieti non mirati che hanno penalizzato fortemente il mondo del vino. E' quanto afferma in una nota la Confederazione italiana agricoltori (Cia), in merito al rapporto diffuso dall'Istat su 'L'uso e l'abuso di alcol in Italia'.

Nella lettura della Cia, infatti, non e' il vino a creare problemi: lo 'sballo' alcolico, soprattutto tra i ragazzi, e' causato piuttosto dall'assunzione di liquori e cocktail ed e' legato a doppio filo a mode pericolose come il 'binge drinking'. Tutti comportamenti a rischio che - osserva la Cia - anche se in diminuzione nel 2012, riguardano comunque 7,4 milioni di persone e arrivano a coinvolgere il 14,8% dei giovani tra i 18 e i 24 anni.

Per questo - spiega la nota - oggi serve un'adeguata informazione per educare, in particolare le nuove generazioni, a un bere sano. Bisogna affermare la logica di una degustazione consapevole e moderata del vino 'made in Italy', che fa parte della nostra storia e delle nostre tradizioni - sottolinea la Cia - e che e' ben diversa dall'uso sregolato di cocktail e 'shortini'. In questo senso, diventa indispensabile rafforzare gli interventi di prevenzione e un puntuale monitoraggio sull'uso eccessivo e disordinato di superalcolici da parte dei giovani e contemporaneamente sviluppare e incentivare politiche educative su valore del vino e sulla cultura del buon bere senza esagerazioni. com-stt/mpd

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