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pubblicato il 22/gen/2014 12:00

Consob: operazioni Mps-Nomura non rispondevano a valori mercato

Teste a processo: "la spiegazione era nel mandate agreement"

Consob: operazioni Mps-Nomura non rispondevano a valori mercato

Firenze, 22 gen. (askanews) - Le operazioni del Monte dei Paschi, con Nomura, al centro dell'inchiesta della Procura di Siena alla Consob "sembravano non rispondere ai valori di mercato", anche prima che fosse ritrovato il mandate agreement per la ristrutturazione di Alexandria. Lo ha precisato Guglielmina Onofri dell'Ufficio Vigilanza Informazione Emittenti della Consob, chiamata oggi dai pm a testimoniare al processo, a Siena, che vede imputati gli ex dirigenti di Mps, Antonio Vigni, Gian Luca Baldassarri e Giuseppe Mussari. Onfori ha ricordato come alla Consob arrivò un esposto anonimo alla consob alla fine 2011, sull'acquisto di titoli di stato Da lì cominciarono gli approfondimenti che portarono a chiedere, nel novembre 2011, a Mps contezza dei 3 miliardi investiti, E' in questo contesto che il 15 ottobre 2012, con il lavoro della nuova dirigenza, in particolare dell'Ad Fabrizio Viola, alla Consob viene comunicato da Mps il mandate agreement tra Nomura e l'istituto senese che, secondo gli inquirenti, era stato nascosto nella cassaforte dell'ex dg Antonio Vigni. Viola sostiene di aver trovato il contratto il 10 ottobre 2012, la comunicazione alla Consob è del 15 ottobre 2013. "Nel mandate agreement -ha detto Onofri- si parla del collegamento tra due operazioni con Nomura. La banca ha fornito le informazioni richieste il 25 gennaio 2013." Onofri ha quindi ricordato la nota di Mps del 22 gennaio 2013 in cui si spiega che la ristrutturazione dell'operazione Alexandira, con Nomura, durante la gestione Mussari, "non era stata non sottoposta all'approvazione del Cda, operazione che avrebbe dovuto essere comunicata al mercato". Ma già prima di ricevere da Viola il mandate agreement, la Consob, ha spiegato Onofri, aveva iniziato a "fare le valutazioni sull'operazione con Nomura e a considerare che effettivamente emergeva una valutazione di queste operazioni con Nomura che sembravano non rispondere ai valori di mercato." "Nomura -ha continuato la funzionaria della Consob- ha dato in cambio un titolo che era superiore a quello che aveva la banca, ma la ristrutturazione di alexandira si può spiegare solo alla luce del mandate agreement. Il valore delle condizioni sottostanti andavano viste insieme". "Da una parte nomura si era caricata della minusvalenza del titolo che aveva sostituito dall'altra parte in qualche modo dove recuperare lo svantaggio." Una differenza, ha concluso il teste, che si spiega solo in quelle condizioni contenute nel contratto e che non erano state comunicate.

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