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pubblicato il 10/apr/2013 14:52

Concilio: in un libro i lavori 'dietro le quinte' e le analogie con oggi

(ASCA) - Roma, 10 apr - C'e' un Concilio che si e' svolto lontano dai riflettori: nelle cene, nei vertici notturni, negli incontri diplomatici, nelle redazioni dei giornali, nelle sezioni di partito e persino fra gli 007. La sfida e' ricostruirlo non per il gusto del retroscena fine a se stesso, ma perche' solo cosi' si possono decifrare i nodi irrisolti di allora che restano le questioni aperte di oggi.

Ed e' quanto si premura di fare il vaticanista di ''Panorama'', Ignazio Ingrao nel suo libro: ''Il Concilio segreto'', edito da Piemme, che mette in fila ''misteri, intrighi e giochi di potere dell'evento'', si sottolinea, ''che ha cambiato il volto della Chiesa''.

Le affinita' tra quell'evento e l'attualita' piu' stringente, secondo l'autore, ''sono sorprendenti''.

C'e', infatti, gia' la caccia ai 'corvi': stenografi, dattilografi, ma anche ''periti'' conciliari, accusati di sottrarre documenti da passare all'esterno. ''C'e' un presidente del Consiglio che, alla vigilia dell'apertura, salta sul treno del papa e chiede la benedizione per il governo di centrosinistra. - si afferma - Nel frattempo un monsignore in incognito vola oltre la cortina di ferro per ottenere dal governo sovietico il via libera alla partecipazione dei vescovi cattolici e del patriarcato di Mosca. Compare anche ''il futuro burattinaio della P2, Umberto Ortolani, e spuntano falsi dossier a carico dell'autore della riforma liturgica, Annibale Bugnini, accusato di essere massone.

Saltano fuori anche le lettere riservate dei sacerdoti che chiedono a Montini di abolire il celibato e c'e' pure un teologo che denuncia, con coraggio, lo scandalo della pedofilia nella Chiesa, ma il suo allarme resta inascoltato''.

In questo agitarsi frenetico si scorgono volti noti che appaiono in una luce inattesa: Joseph Ratzinger mentre fa ''volantinaggio'' abusivo in piazza San Pietro; Paul Marcinkus, ancora lontano dalla finanza, che si rivela un fine diplomatico al servizio del pontefice; l'ultraconservatore Marcel Lefebvre che firma tutti i documenti del Concilio, compreso quello che abolisce il latino nella liturgia.

''A cinquant'anni di distanza, - conclude Ingrao - l'assise conciliare puo' dirci ancora molto, a patto di saperla leggere fuori dagli schemi abusati di progressisti e conservatori. E le verita' scomode non mancano''.

gc/

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