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pubblicato il 15/feb/2013 14:51

Clima: Italia centra obiettivi Kyoto, emissioni gas serra a -7%

Clima: Italia centra obiettivi Kyoto, emissioni gas serra a -7%

(ASCA) - Roma, 15 feb - L'Italia ha piu' che centrato il target nazionale di riduzione delle emissioni di gas serra fissato dal Protocollo di Kyoto nel 6,5% rispetto al valore 1990 come media del periodo 2008-2012, arrivando ad una riduzione del 7%. Questo quanto emerge dal ''Dossier Kyoto 2013'', realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e curato da Edo Ronchi, Andrea Barbabella, Natale Massimo Caminiti e Toni Federico, che traccia anche un bilancio del Protocollo, la cui storia si e' conclusa con il periodo di verifica 2008-2012. Secondo le stime della Fondazione, nel 2012 le emissioni di gas serra dell'Italia si sono attestate attorno a 465/470 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente (MtCO2eq), oltre 20 milioni in meno rispetto al 2011. La media annua del periodo di verifica 2008-2012 risulta cosi' di circa 480 MtCO2eq, pari a una riduzione di oltre il 7% rispetto al 1990, una percentuale superiore, quindi, rispetto al target posto dal Protocollo, che per l' Italia stabiliva il limite delle emissioni medie annue 2008-2012 di 483,3 MtCO2 eq, -6,5% sul 1990. Su questo risultato ha certamente pesato la crisi economica, tuttavia, analizzando i dati degli ultimi 7-8 anni, e' evidente il netto miglioramento delle performance ambientali del sistema economico nazionale. Un miglioramento confermato dagli indicatori di intensita' carbonica ed energetica del PIL, che proprio negli ultimi anni registrano tassi crescenti di riduzione delle emissioni di gas serra e dei consumi energetici per unita' di Prodotto interno lordo. Un'accelerazione - rileva lo studio - che corrisponde al recente cambio di passo nel campo delle politiche sulle fonti rinnovabili, il cui contributo e' raddoppiato in cinque anni, e sull'efficienza energetica, che ha consentito una riduzione della domanda energetica stimata tra 5 e 15 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. Allargando lo sguardo al di fuori dell'Italia emerge che i paesi industrializzati dell'Annesso I del Protocollo di Kyoto (inclusi gli Stati Uniti, unico tra i paesi industrializzati a non aver ratificato), responsabili nel 1990 di oltre la meta' delle emissioni mondiali di gas serra e soggetti ad obblighi di riduzione, tra il 1990 e il 2010 hanno diminuito le proprie emissioni di quasi il 9%: da 19 miliardi di tonnellate di anidride carbonica equivalente (GtCO2eq) a 17,3 miliardi. E' molto probabile che i dati definitivi relativi agli ultimi due anni confermeranno il rispetto dell'obiettivo finale del Protocollo, pari a una riduzione delle emissioni rispetto al 1990 di almeno 5,2% come media del periodo 2008-2012. Cio' nonostante, a causa dell'inaspettata e tumultuosa crescita dei paesi emergenti, in primo luogo la Cina, il modello del Protocollo di Kyoto e' risultato inadeguato rispetto all'obiettivo principale della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici dell'Onu: la stabilizzazione delle concentrazioni in atmosfera di gas serra a livelli non pericolosi. Infatti, dal 1990 al 2010 le emissioni mondiali sono cresciute di oltre il 35%, passando da 37 a quasi 50 GtCO2eq. Se tale trend venisse confermato, entro il 2050 si supererebberogli 80 GtCO2eq, con un conseguente aumento della temperatura media terrestre di 4*C, ben oltre i 2*C indicati come soglia di sicurezza dalla comunita' scientifica internazionale. Per questo, l'attenzione oggi si sposta sulle trattative in corso per definire il prossimo accordo globale sul clima, da definire entro il 2015, e che presumibilmente produrra' riduzioni a partire dal 2020. mpd

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