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pubblicato il 15/feb/2013 15:47

Clima: Edo Ronchi, bene Italia su emissioni. Ora puntare a target 2020

Clima: Edo Ronchi, bene Italia su emissioni. Ora puntare a target 2020

(ASCA) - Roma, 15 feb - ''Senza la crescita delle rinnovabili e dell'efficienza energetica l'Italia pagherebbe oggi una fattura energetica ben piu' salata''.Commenta cosi', Edo Ronchi, ex ministro dell'Ambiente e presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, il Rapporto della Fondazione che ha dimostrato come il nostro Paese abbia centrato, anzi superato, gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas dannosi, fissati dal Protocollo di Kyoto. ''Quindici anni fa, quando fu firmato il Protocollo di Kyoto - ha osservato oggi illustrando il Rapporto - in Italia c'era una forte divisione fra chi sosteneva che non fosse necessario e avrebbe comportato solo costi rilevanti e chi riteneva che fosse necessario ridurre le emissioni di gas serra e che questo impegno avrebbe prodotto opportunita' largamente prevalenti e non solo ambientali. Facendo oggi, molti anni dopo, un bilancio, si puo' dire che le analisi del partito del 'Protocollo, costo elevato non necessario', erano completamente sbagliate sia dal punto dal vista economico (si e' raggiunto l'obiettivo senza costi insostenibili), sia ambientale (i gas serra, ormai sono tutti d'accordo, sono alla base della grave crisi climatica)''.

Il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo e' il frutto non solo di politiche e misure di settore, come quelle sugli incentivi alle fonti rinnovabili e agli interventi di efficientamento negli edifici, ma anche di un piu' ampio processo di ''dematerializzazione dell'economia'' in corso, guidato dalla diffusione di prodotti e servizi a minore intensita' di consumo di risorse ed energia, come anche a comportamenti individuali piu' sensibili ai temi della tutela ambientale e del risparmio. Come sara' possibile quindi raggiungere il necessario risultato consistente di riduzione delle emissioni mondiali? ''Non con il Protocollo di Kyoto che - evidenzia il Rapporto - ha ormai chiuso la sua storia. Non sono convincenti i tentativi di tenerlo formalmente in vita da parte di un gruppo di Paesi che, dopo ulteriori defezioni (compreso quello che ha dato il nome al Protocollo, il Giappone), rappresentano solo il 15% delle emissioni mondiali''.

L'Italia ''deve guardare agli impegni che verranno, a cominciare da quelli fissati dall'Europa al 2020'', ma secondo la Fondazione bisogna spingersi ancora oltre: ''per incrementare il proprio contributo alla lotta ai cambiamenti climatici e diventare protagonista della crescita della green economy in Europa e nel mondo, l'Italia dovra' allinearsi alle indicazioni della Roadmap 2050 presentata dalla Commissione europea''. Secondo l'analisi del Rapporto cio' significhera' ridurre le attuali 465/470 MtCO2eq a 440 nel 2020 e a 370 entro il 2030. ''Obiettivi ambiziosi - ha detto Ronchi - ma non impossibili. Se l'Italia prosegue su questo trend, infatti, puo' anche superare gli obiettivi europei fissati per il 2020''. A riprova del fatto, ha chiosato, ''che la politica ambientale puo' essere piu' lungimirante della politica economica''.

mpd/

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