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pubblicato il 02/dic/2013 18:49

Citta' della Salute: nasce la nuova Sesto San Giovanni

(ASCA) - Roma, 2 dic - Ha un significato particolare la cerimonia dell'avvio dei lavori della ''Citta' della Salute e della Ricerca'' sull'area ex Falck, con il presidente della Regione Roberto Maroni e il sindaco di Sesto San Giovanni Monica Chitto', presente anche l'architetto Renzo Piano, che in sostanza ha progettato il futuro della citta'. Vengono infatti definitivamente lasciati alle spalle lunghi anni difficili per il grande territorio abbandonato alle porte di Milano, anni che sembravano non finire mai, e comincia davvero la ricostruzione, che accanto alla Citta' della salute vedra' sorgere la nuova Sesto, con circa 8.000 unita' abitative in poco piu' di una decina d'anni, dotate di moderni ed efficienti servizi. In attesa dei grandi cambiamenti che ci saranno, ecco - si legge in un servizio sul Ghirlandaio - un ultimo viaggio nel presente pensando al futuro.

Un pavimento di vegetazione spontanea. Cartoni e resti di materiali vari ammucchiati qua e la', forse a memoria di qualche senza tetto che li' aveva trovato una dimora temporanea. Colonne imponenti e, sopra la testa, un gigantesco tetto di ferro. In una uggiosa mattina autunnale milanese, questo luogo ti catapulta in un mondo parallelo, dove passato presente e futuro emergono insieme con prepotenza e convivono in un'unica dimensione.

Un tempo uno dei posti piu' vivaci della provincia di Milano, quel che resta delle acciaierie Falck di Sesto San Giovanni e' un'area vastissima: un milione e 400 mila metri quadrati, molto piu' grande del sito che ospitera' Expo 2015, un'area, oggi, che riflette l'abbandono degli ultimi anni. Da quando cesso' l'attivita' produttiva una ventina di anni fa.

Eppure, quando si passeggia tra questi resti, si respira ancora la vivacita' di quel tempo. Appena si entra in questo quartiere, da via Mazzini rigorosamente a bordo di una jeep, superando a passo d'uomo alberi e cespugli che fanno da parete all'unico sentiero percorribile, ci si trova subito davanti a quello che sara' il simbolo della rinascita delle ex acciaierie: la Citta' della Salute. Il nuovo polo sanitario che nascera' dall'unione dell'ospedale Besta e dell'Istituto dei Tumori.

Questa parte, su cui prima sorgeva uno scalo ferroviario, sara' la prima interessata dai lavori di bonifica e, dunque, anche la prima a essere ridata alla citta' di Sesto. E sara' completamente immersa nel verde.

Ma e' poco piu' avanti che si comincia davvero a respirare la storia. Pochi metri piu' in la', infatti, e' d'obbligo scendere dalla jeep e soffermarsi davanti al T3, il piu' piccolo dei forni tagliaferri necessari per produrre l'acciaio. Se gia' questa ''cattedrale industriale'' toglie il fiato, con il suo soffitto che si confonde con il cielo e le altissime colonne, ancor piu' impressionante e' il T5, che ospitava il piu' grande forno elettrico a colata continua, quello dove ogni anno venivano prodotte ben 460 mila tonnellate di acciaio.

Non stupisce affatto che il progetto di riqualificazione dell'area, affidato a Renzo Piano, preveda che gli edifici piu' significativi dell'area Falck non solo vengano mantenuti, ma anche valorizzati. Per mantenere continuita' storica e ricordare quello che Sesto sara', grazie anche al suo passato. Il T3 diventera' una grande piazza coperta, salvo poi trovare nuova vocazione negli anni. Mentre l'imponente T5 diventera' il cuore commerciale del quartiere, di comune accordo con i commercianti e gli artigiani locali.

Sara' preservato anche il Camino Fumi, una delle prime strutture in Italia destinate ad abbattere le emissioni industriali: la struttura di questo edificio che s'incontra subito dopo il T3, piu' cupo per la mancanza di spazi aperti, ospitera' funzioni pubbliche. Se non sara' una biblioteca, come piu' appare probabile, sara' comunque destinata a ospitare uno spazio per i giovani.

Ma cio' che piu' colpisce e fa tornare indietro nel tempo e' un altro edificio, quello delle Omec, le Officine Meccaniche: li' venivano effettuate le riparazioni dei macchinari e li', ancora oggi, si ricordano i nomi di alcuni operai morti anzitempo. Gli si gira intorno tra vegetazione anche rigogliosa, perche' proprio li' intorno vivono alcuni alberi che saranno preservati, nonostante i lavori di bonifica.

Tutte le piante, infatti, sono state monitorate e quelle che potranno essere salvate verranno ripiantate e andranno a segnare la strada che colleghera' la citta' gia' costruita con il nuovo quartiere: un corridoio verde, un ponte tra passato e futuro.

Poi, mentre si e' immersi nel sovrapporre nella propria mente le immagini della storia a quello che verra', all'improvviso una sirena suona. Sono le 12. E' la stessa sirena che, anni addietro, comunicava agli operai la fine del turno della mattina. E' ora di tornare al presente.

red/mar/bra

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