martedì 17 gennaio | 22:47
pubblicato il 16/set/2013 08:47

Cattolici: conclusa settimana sociale, new deal riparta da famiglia

Cattolici: conclusa settimana sociale, new deal riparta da famiglia

(ASCA) - Torino 16 set - Se non si riconosce il ruolo centrale della famiglia nella societa' il paese resta piu' povero ed e' condannato a restarlo sempre di piu'. Una famiglia che nasce dall'unita' dell'uomo e della donna, aperta ai figli, alla vita, all'impegno e all'assunzione di responsabilita'. La famiglia come speranza e futuro per la societa', sintetizza il presidente di Azione Cattolica, Franco Miano a conclusione della 47esima settimana sociale dei cattolici italiani che si e' svolta a Torino. E quindi ''il new deal italiano'' deve ripartire dalla famiglia. Sono i messaggi centrali dei quattro giorni di dibattito al Teatro Regio con 1300 delegati, di cui 80 vescovi, nel corso dei quali e' stata anche lanciata la proposta di una giornata per la celebrazione della famiglia, che ne metta i suoi valori al centro del dibattito pubblico.

Molte le proposte concrete. A cominciare da quelle economiche e in particolare fiscali come il Fattore Famiglia, da reinserire nel piano nazionale famiglia, basato sull'introduzione di una area non tassabile proporzionale al carico familiare reale. Il costo del Fattore Famiglia, che consentirebbe di far uscire dalla soglia di poverta' un milione di nuclei familiari, viene valutato in 14 miliardi e sarebbe finanziabile con una rimodulazione delle aliquote Irpef per i redditi alti e molto alti, allineandosi all'Ue.

Viene anche considerata necessaria la rivalutazione del minimo reddito personale per essere considerati familiari a carico, dagli attuali 2.840 euro ad almeno 6.500 euro. E poi sostegno sulle tariffe, revisione dell'Isee (indicatore di situazione economica equivalente) e un appello a non alzare l'Iva. Sul fronte scolastico la parita' deve divenire effettiva a garanzia dell'esercizio del diritto alla liberta' di scelta educativa della famiglia, come riconosciuto dalla Costituzione, sottolineando che ''una liberta' a pagamento non e' vera liberta'''. Sul welfare occorre poi fare un salto dalla logica assistenzialistica parcellizzata sulla famiglia a una logica ''abilitante'', in grado di dare attuazione al dettato costituzionale e rendere la famiglia un soggetto attivo a pieno titolo, un interlocutore istituzionale riconosciuto. E quindi si pone il problema della sua rappresentanza: secondo i relatori si puo' cominciare in ambito regionale. Qui si potrebbero attivare le proposte ad esempio, della ''Valutazione d'impatto familiare'' (Vif), sulla falsariga della Valutazione di impatto ambientale per le opere infrastrutturali (Via): vincolante per rendere operative determinate norme (in materia fiscale, assistenziale, educativa), per bloccarle o modificarle. Viene anche suggerito di riequilibrare la spesa sui ticket sanitari in base ai redditi, liberando risorse.

eg/sam/

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