mercoledì 18 gennaio | 07:46
pubblicato il 10/gen/2013 16:02

Catania, le mani della mafia sulla gestione rifiuti: 27 arresti

Tra i 43 indagati ci sono anche alcuni amministratori comunali

Catania, le mani della mafia sulla gestione rifiuti: 27 arresti

Catania (askanews) - I tentacoli della mafia avevano avviluppato il redditizio settore della gestione rifiuti in Sicilia e in alcune province del nord Italia. Una maxi-inchiesta della Direzione investigativa antimafia ha portato all'arresto di 27 persone (22 in carcere e 5 ai domiciliari) e all'iscrizione di altre 16, tra cui alcuni amministratori locali, nel registro degli indagati.L'operazione, denominata "Nuova Ionia", ha permesso di rivelare l'esistenza di legami tra la mafia e alcune aziende che gestiscono i servizi di nettezza urbana nell'area jonico-etnea. Coinvolti in particolare alcuni dipendenti ed ex dipendenti della "Aimeri ambiente", società con sede nel Milanese che, tuttavia, ha smentito un coinvolgimento diretto nella vicenda dichiarandosi parte lesa. Sono state accertate, in particolare, infiltrazioni dei picciotti della cosca "Cintorino" e del gruppo dei "Cursoti" (entrambi federati al clan Cappello), nella gestione dei rifiuti di 14 comuni della zona interessata. I dettagli nelle parole del Procuratore di Catania, Giovanni Salvi."Le organizzazioni mafiose tendono a controllare il territorio e questo, come emerge in questa indagine, è uno strumento di controllo del territorio, perché consente rapporti con le amministrazioni comunali, consente assunzioni e quindi logiche clientelari che possono essere molto utili per le organizzazioni mafiose e consentono quindi guadagni significativi".Figure centrali nella vicenda, che s'intreccia anche con un traffico di armi e stupefacenti, i fratelli Alfio e Salvatore Tancona e Roberto Russo (ex capo del personale di zona dell'Aimeri), ritenuti contigui a Cosa Nostra. Gli inquirenti, inoltre, hanno evidenziato l'inerzia di alcune pubbliche amministrazioni che non svolgevano i controlli dovuti se non solo formalmente e con debito preavviso. Scoperto anche un poligono di tiro dove alcuni tra gli indagati si addestravano all'uso delle armi.

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