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pubblicato il 26/set/2013 10:18

Casa: focus a Napoli su recupero e dismissione patrimonio pubblico

(ASCA) - Napoli, 26 set - Riqualificazione del patrimonio immobiliare di edilizia pubblica abitativa, dismissione con vendite agli aventi diritti. Questi i principali aspetti di un focus organizzato dal Dipartimento di Ingegneria civile, design, edilizia e ambiente della Seconda Universita' di Napoli nell'ambito di un programma di ricerca sulla manutenzione urbana che coinvolge il Miur e alcuni atenei italiani. Un tema delicato affrontato da docenti e amministratori pubblici, esponenti di Federcasa e di Iacp anche rispetto a due fattori urgenti: la crescita del disagio abitativo da un lato e la necessita' di ridurre il consumo energetico del 20% entro il 2020 secondo le direttive Ue.

''Abbiamo voluto confrontare le diverse realta' territoriali italiane in vista del completamento del programma di ricerca fissato per il 17 ottobre prossimo'' spiega all'Asca il professor Pasquale Belfiore, professore ordinario di composizione architettonica e consulente del ministero dei Beni Culturali per l'architettura contemporanea, che ha promosso il convegno con il collega della Federico II di Napoli, Antonio Mariniello, docente di composizione architettonica e urbana. ''Il perno della ricerca - spiega Belfiore - ruota su una domanda: 'e' meglio ristrutturare o demolire e ricostruire'?' Le risposte sono molteplici soprattutto rispetto ai costi ed al limite di convenienza quando si demoliscono o si ristrutturano quartieri popolari''. Gli studi svolti finora mettono sul tappeto molte criticita'. ''Oltre i costi si tratta di valutare le nuove norme antisismiche, il risparmio energetico, l'adeguamento delle strutture urbane, la tipologia di alloggi profondamente cambiata negli ultimi decenni. Prima una casa popolare era costruita per una famiglia media di 5 persone. Oggi c'e' una forte richiesta di abitazioni per coppie (anziani o giovani) e per 'singles'''.

Proprio sulle nuove esigenze sociali si muove l'Iacp della provincia di Napoli che, nel programma di nuove costruzioni, recentemente rilanciato dopo la soppressione dell'Imu per il 2013, prevede anche abitazioni in co-housing per 'singles' e per diversamente abili. '' Quanto alla dismissione del patrimonio, il Commissario straordinario Iacp Napoli Carlo Lamura sottolinea due dati: ''In questi ultimi due anni, la vendita di parte degli immobili ai legittimi assegnatari e' stato l'unico modo per ottenere risorse da impegnare nella costruzione di nuovi alloggi. Parallelamente, e' difficile risalire agli assegnatari originali considerando la lunghissima durata di tempo di locazioni e la conseguenza frammentarieta'. Senza tener conto del fenomeno dell'occupazione abusiva''.

Sulle dinamiche imposte dal contesto economico e sociale - anche in vista della scadenza del 30 aprile 2014 (quando gli Stati membri dell'Ue dovranno presentare il primo dei piani d'azione nazionali per l'efficienza energetica, in vista della scadenza del 2020) - ha insistito il direttore generale di Nomisma, Luca Dondi, secondo cui e' evidente ''l'esigenza di definire in tempi brevissimi un piano pluriennale di efficientamento del patrimonio immobiliare privato e pubblico''. Il ragionamento di Dondi - basato sui dati di permanenza in alloggi Erp forniti da Federcasa (il 46,6% degli assegnatari vi permane oltre i 16 anni, il 35,2 da 6 a 15 anni, il 18,2 fino a 5 anni) -e' semplice: ''La dotazione di edilizia residenziale pubblica non e' solo inadeguata rispetto al disagio abitativo crescente, ma viene ulteriormente contingentata da una discutibile strategia di dismissione. A questo si aggiunge un'insufficiente rotazione dell'inquilinato - per inadeguatezza delle condizioni che definiscono la permanenza degli assegnatari - e l'assenza di soluzioni per gestire la fuoriuscita dalla situazione di disagio piu' acuto''. In sostanza la strategia suggerita da Nomisma e' scegliere con cura gli assegnatari di alloggi Erp in base alle esigenze reali di necessita, mettere in campo azioni di monitoraggio e predisporre azioni di sostegno per le forme di disagio meno acuto'. Compito, questo, che spetta alle amministrazioni comunali, non sempre tempestive nel redigere e aggiornare le graduatorie di aventi diritto.

dqu/mau

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