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pubblicato il 28/feb/2013 11:41

Carne di cavallo: Coldiretti, sequestri in 24 paesi, oltre 1 mld danni

Carne di cavallo: Coldiretti, sequestri in 24 paesi, oltre 1 mld danni

(ASCA) - Roma, 28 feb - Nel quadro del cosiddetto 'horsegate' sono circa 200 i diversi tipi di confezioni alimentari ritirate dal commercio in almeno 24 Paesi situati soprattutto in Europa, ma anche in Asia e America, con danni che hanno superato il miliardo di euro tra confezioni sequestrate e distrutte, cali nei consumi provocati dalla psicosi, costi dei maggiori controlli da parte delle Istituzioni e delle aziende del settore e perdita di valore delle aziende interessate. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base del monitoraggio effettuato dal portale eFoodAlert.net dal quale si evidenzia che ad essere coinvolte sono le principali multinazionali della distribuzione commerciale e dell'industria alimentare, dalla Findus alla Nestle', da Carrefour ad Auchan fino alla Lidl, ma anche i punti vendita di Ikea in diverse parti del mondo.

La contaminazione della carne di cavallo - sottolinea la Coldiretti - e' stata scoperta praticamente in tutte le diverse tipologie di prodotti trasformati a base di carne di manzo. Una dimostrazione dell'evidente, grave, ritardo della legislazione comunitaria nel garantire la trasparenza degli scambi commerciali, con ad esempio l'estensione a tutti i prodotti dell'obbligo di indicare la provenienza in etichetta. L'horsegate - sottolinea la Coldiretti - e' solo l'ultimo scandalo alimentare che ha segnato l'inizio del secolo: dalla mucca pazza all'aviaria dal latte cinese alla melamina a quello tedesco alla diossina, dalla mozzarella blu al batterio killer nei germogli di soia fino alla carne di cavallo nei ravioli. Lo scandalo della carne di cavallo ha messo in evidenza - sottolinea la Coldiretti - l'esistenza di un giro vorticoso di partite di carne che si spostano da un capo all'altro dell'Europa attraverso intermediazioni poco trasparenti. Secondo una indagine Coldiretti/Swg il 47 per cento degli italiani preferisce acquistare prodotti alimentari locali che offrono una maggiore garanzia nei confronti delle frodi favorite dai lunghi trasporti e dalle troppe intermediazioni.L'indagine attesta anche come il 65 per cento degli italiani si sente garantito da un marchio degli agricoltori italiani, il 16 per cento da quello della distribuzione commerciale e appena il 9 per cento da uno industriale.

com-Stt/rus

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