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pubblicato il 20/feb/2013 12:07

Carne di cavallo: Coldiretti, sei italiani su dieci temono frodi cibo

Carne di cavallo: Coldiretti, sei italiani su dieci temono frodi cibo

(ASCA) - Roma, 20 feb - Sei italiani su dieci temono le frodi alimentari che le considerano piu' gravi di quelle fiscali e degli scandali finanziari. E' quanto emerge - all'indomani dello scandalo della carne di cavallo venduta in Ue come fosse di manzo - da una indagine Coldiretti/Swg dalla quale si evidenzia, peraltro, la richiesta di un inasprimento delle pene per i colpevoli. Lo comunica l'associazione di categoria in una nota. Le frodi piu' gravi - sottolinea la Coldiretti - per il 60 per cento dei cittadini sono quelle alimentari poiche' possono avere effetti sulla salute, al secondo posto (40 per cento) vengono quelle fiscali, mentre le truffe finanziarie sono lo spauracchio del 26 per cento degli italiani, seguite a stretta distanza da quelle commerciali, come la contraffazione dei marchi (25 per cento). Sul fronte delle sanzioni, se il 57 per cento degli italiani pensa che debbano essere punite con la sospensione dell'attivita', ben il 22 per cento ritiene che - continua la Coldiretti - la pena piu' giusta sia addirittura l'arresto mentre solo il 18 per cento una multa salata. Oltre il 90 per cento degli italiani, infine, ritiene che dovrebbe essere obbligatoria l'indicazione in etichetta dell'origine delle materie prime agricole impiegate in tutti gli alimenti mentre ben il 65 per cento si sente garantito da un marchio degli agricoltori italiani, il 16 per cento da quello della distribuzione commerciale e appena il 9 per cento da uno industriale. La diffidenza dei cittadini e' stata alimentata - prosegue la Coldiretti - dall'escalation che si e' verificata negli ultimi tempi quando, in media, c'e' stato uno scandalo alimentare all'anno: dalla mucca pazza (2001) all'aviaria (2003), dal latte cinese alla melamina a quello tedesco alla diossina (2008), dalla mozzarella blu (2010) al batterio killer nei germogli di soia (2011), fino alla carne di cavallo nei ravioli. Il ritardo dell'Unione Europea nell'adottare misure di trasparenza dell'informazione al consumatore, come l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle materie prime utilizzate, ha favorito - sottolinea la Coldiretti - il moltiplicarsi degli allarmi a tavola provenienti dalle diverse parti del mondo.

La globalizzazione dei mercati, a cui non ha fatto seguito quella della politica, ha portato ad un deficit di responsabilit che ha drammaticamente legittimato la derubricazione del tema cibo fino a farlo considerare una merce qualsiasi, come fosse un aspirapolvere o un frigorifero, con effetti che - continua la Coldiretti - rischiano di provocare una rincorsa al ribasso con effetti drammatici, soprattutto in questi momenti di crisi.

com-Stt/rus

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