martedì 28 febbraio | 02:38
pubblicato il 29/lug/2013 18:33

Carceri: Garante Lazio, detenuto suicida a Velletri

(ASCA) - Roma, 29 lug - Si e' ucciso impiccandosi con le lenzuola all'interno della sua cella di isolamento, 8 ore dopo essere arrivato nel carcere di Velletri. E' morto cosi', nel pomeriggio di ieri un nomade italiano di 40 anni, Giovanni Marsala. La notizia del quinto suicidio registrato nelle carceri del Lazio dall'inizio del 2013 e' stata resa nota dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni.

A quanto appreso dai collaboratori del Garante, Marsala era stato arrestato, insieme a numerose altre persone, all'inizio di luglio nell'ambito di un'inchiesta sugli stupefacenti. Rinchiuso a Regina Coeli per venti giorni, vi era rimasto fino a ieri mattina, quando e' stato disposto il suo trasferimento a Velletri. Giunto a Velletri intorno alle 12.00, due ore dopo e' stato sottoposto alla visita di primo ingresso, prima di essere assegnato in una cella di isolamento. Alle ore 20.00 Marsala ha chiesto all'agente di polizia penitenziaria di essere accompagnato in infermeria.

Tornato poco dopo in cella, aveva chiesto la sostituzione della tv rotta. Alle ore 21.00 gli agenti lo hanno trovato impiccato con le lenzuola del letto. A nulla sono valsi i tentativi di soccorso. Quello di Giovanni Marsala e' il quinto suicidio nelle carceri del Lazio nel 2013. Da gennaio ad oggi i decessi registrati negli istituti della regione sono stati 13: cinque suicidi, tre per malattia e quattro per cause ancora da accertare. Al computo va aggiunta anche una donna che lavorava come infermiera a Rebibbia. In base alle statistiche, nove dei 13 decessi del 2013 si sono registrati a Rebibbia Nuovo Complesso. Dall'inizio dell'anno a Velletri i decessi registrati sono stati 3: due suicidi ed una morte per malattia. ''Otto ore di tempo - ha detto il Garante Angiolo Marroni - nonostante l'attenzione sanitaria e trattamentale dedicata dagli operatori del carcere sono davvero troppo poche per capire se una persona abbia una sofferenza psicologica tanto grave da portarla al suicidio.

Cio' che fa riflettere nella tragedia di ieri e' che il carcere puo' piegare la resistenza anche di chi, come la vittima di ieri, aveva purtroppo gia' conosciuto la durezza della vita in cella. Il sovraffollamento, la drammatica carenza di risorse e di personale sono tutti fattori che costringono a guardare ai grandi numeri e non al particolare, dimenticando che dietro ogni cifra ci sono uomini con i loro problemi e le loro debolezze. E' per questo che ritengo non possa essere piu' rinviata una profonda e coraggiosa riforma parlamentare del carcere, che consenta all'intero sistema penitenziario di tornare ad essere una speranza per i reclusi, come per altro previsto dalla nostra Costituzione''.

bet/sam/

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Biotestamento
Marco Cappato: Fabo è morto alle 11.40
Criminalità
Rapine ed estorsioni a Napoli, 47 misure cautelari
Maltempo
Allerta Protezione civile: pioggia e venti forti al Centro-Nord
'Ndrangheta
'Ndrangheta, sequestrati a imprenditore colluso beni per 2,5 mln
Altre sezioni
Salute e Benessere
Malattie rare, Scaccabarozzi: 560 farmaci in sviluppo nel mondo
Motori
L'agricoltura del futuro: Case IH presenta il trattore autonomo
Enogastronomia
Premio Ercole Olivario, in gara 174 etichette da 17 Regioni
Turismo
Boom degli affitti brevi in ambito turistico e non solo (+30%)
Energia e Ambiente
E.ON:Per 6 italiani su 10 ideale per la casa è l'energia solare
Moda
Nuova linea ready-to-wear de La Perla: sensuali giacche corsetto
Scienza e Innovazione
Fisica, Masterclass: 3000 studenti alla scoperta delle particelle
TechnoFun
Google crea strumento intelligenza artificiale anti-trolls
Sistema Trasporti
Da UNRAE protocollo costruttori-scuole per formare autisti hi-tech