giovedì 19 gennaio | 08:11
pubblicato il 19/ott/2013 13:08

Carceri: Garante Lazio chiede a Marino incontro su Centri accoglienza

(ASCA) - Roma, 19 ott - ''Pur nella difficolta' del momento, occorre il suo autorevole intervento per garantire la piena operativita' del Centri di accoglienza per detenuti ed ex detenuti siti nel Comune di Roma''. E' questo, in sintesi, il senso della lettera inviata dal Garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, al sindaco di Roma Ignazio Marino che ha proposto al primo cittadino della capitale un incontro sul tema. Ad originare l'intervento del Garante, le difficolta' sempre piu' stringenti cui si trovano a far fronte le cooperative sociali che gestiscono tali strutture e che lavorano in sintonia con le istituzioni di giustizia preposte all'esecuzione esterna della pena (U.E.P.E.) che gia' oggi a Roma seguono oltre 1.700 detenuti in misure alternative.

''Tali difficolta' sono in gran parte dovute - ha spiegato il Garante - alla mancanza di programmazione, dovuta anche a convenzioni di brevissimo periodo di tre mesi, stipulate tra Comune e Cooperative Sociali, che non consente di sviluppare progetti di risocializzazione coerenti ed efficaci. Si tratta di una situazione che si protrae purtroppo da tempo e che gia' due anni fa mi indusse a chiedere un intervento urgente e formale ai referenti istituzionali coinvolti, ed in particolare all'Assessorato ai servizi sociali di Roma Capitale, responsabile di tale servizio''. L'importanza di efficaci percorsi di misure alternative al carcere, e' testimoniata dalle statistiche diffuse dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria in base alle quali i tassi di recidiva fra coloro che beneficiano delle misure alternative che si attuano prevalentemente con una disponibilita' alloggiativa, sono di gran lunga inferiori rispetto a quanti scontano la loro pena in carcere (19% contro il 68%). Fra le soluzioni proposte dal Garante al sindaco Marino, l'adozione di progetti di ampio respiro che possano svilupparsi lungo un arco di tempo utile sia al reinserimento sociale dei reclusi che a garantire alle cooperative sociali la necessaria tranquillita' economica e professionale per gestire nel migliore dei modi tali servizi. ''Progetti che potrebbero prevedere - ha scritto il Garante - anche l'uso di immobili confiscati alla criminalita', con risparmi importanti per il Comune''. ''Tali questioni - ha concluso Marroni - sono ancor piu' urgenti alla luce del messaggio alle Camere del Presidente della Repubblica che, se accolto, produrra' un raddoppio dell'impegno dell'U.E.P.E. di Roma. La conseguenza di questa situazione sara' che le case alloggio dovranno essere potenziate. A maggior ragione, quindi, occorre una attenta riflessione in termini operativi, organizzativi ed economici rispetto alle risorse ed alle disponibilita' finanziarie da impiegare''.

com-rba/mau

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