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pubblicato il 28/ott/2011 12:40

Carceri/ Detenuto trovato morto, domani sarebbe tornato libero

A Livorno, Ristretti Orizzonti: dubbi su suicidio. Il 17esimo

Carceri/ Detenuto trovato morto, domani sarebbe tornato libero

Roma, 28 ott. (askanews) - E' stato trovato morto nella sua cella nel carcere di Livorno a poche ore dalla libertà. Dall'inizio dell'anno sale così a 155 il totale dei "morti di carcere", di cui 52 per suicidio. Agatino Filia, 56 anni, lavorava come addetto alle pulizie e sarebbe stato scarcerato domani. Trovato morto per le scale, in una delle sezioni del carcere delle Sughere. Accanto al suo corpo, pezzi di stoffa legati, come a voler formare una corda artigianale. Il suo cadavere è stato trovato dal personale della casa circondariale ieri intorno alle 18.30. Inutili - rende noto Ristretti Orizzonti - i tentativi di rianimarlo: quando la polizia penitenziaria s'è accorta del fatto, l'uomo era già morto. Il decesso è stato constatato dal medico del 118, giunto sul posto insieme a un'ambulanza della Misericordia. Secondo l'associazione il suicidio non è però certo. Apparentemente l'uomo non aveva ferite evidenti sul corpo, ma solo le tipiche lesioni post mortem dovute al trauma al collo. Queste le prime indiscrezioni, ma solo l'autopsia potrà far luce sulle cause della morte. Del caso si occupa la polizia penitenziaria, che ha allertato il pm di turno. Non si conoscono i motivi che avrebbero spinto l'uomo a togliersi la vita: pare che fosse stato da poco trasferito a Livorno, proveniente da Porto Azzurro. Si tratta - riepiloga l'associazione - del 17esimo decesso avvenuto nel carcere di Livorno dal 2003 ad oggi (9 i suicidi accertati, 3 morti per "cause naturali" e 5 per "cause da accertare"). Alle Sughere i detenuti sono circa 450 e 17 morti in 8 anni per un carcere di medie dimensioni, rappresentano un dato eccezionalmente grave. In altre carceri con un numero di detenuti compreso tra 400 e 500 nello stesso periodo i decessi sono stati molti di meno. A Livorno si è registrato anche il caso particolarmente controverso di Marcello Lonzi, ritrovato cadavere in cella l'11 luglio 2003 con il corpo coperto di lividi, che è stato oggetto di una lunghissima inchiesta giudiziaria conclusasi recentemente con l'archiviazione: morto per "aritmia maligna".

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