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pubblicato il 25/mar/2014 09:31

Camorra: nuovo arresto per Carmine Schiavone, figlio del boss Sandokan

Camorra: nuovo arresto per Carmine Schiavone, figlio del boss Sandokan

(ASCA) - Napoli, 25 mar 2014 - Un altro colpo al clan camorristico dei Casalesi e' stato inferto dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli che, sulla base delle indagini condotte dalla Squadra mobile di Caserta, ha richiesto e ottenuto dal tribunale del capoluogo partenopeo l'ordine di arresto di tre membri della cosca, incluso Schiavone Carmine - classe 1983 e figlio di Francesco, detto Sandokan - gia' in carcere, dove gli e' stato notificato il nuovo provvedimento restrittivo. Il secondo dei sette figli del boss, insieme a Pasquale Maurielo (cl. 1967) e' indagato per estorsione ai danni di una farmacia di San Cipriano d'Aversa (Ce). Il terzo, Carmine Ianuese (classe 1968) per ricettazione. Tutti i reati constestati - pecisa una nota - sono aggravati dal metodo mafioso e dal fine di agevolare l'organizzazione di stampo mafioso. Dalle indagini e' emerso, in particolare, che tra ottobre e novembre 2012, su mandato di Carmine Schiavone, il titolare della farmacia e' stato vittima dell'estorsione di una somma di 5000 euro, poi ridotta a 2500. La richiesta e' stata formulata materialmente dal Maurielo e dagli altri affiliati poi divenuti collaboratori di giustizia. Mentre - sempre in base all'ipotesi accusatoria accettata da giudice - il denaro, una volta ritirato, veniva consegnato allo Iaunese che, all'epoca dei fatti, ricopriva il ruolo di cassiere del sodalizio.

Come accennato, alla ricostruzione dei fatti hanno contribuito le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che, gia' arrestati per attivita' estorsive, hanno poi deciso di testimoniare avendo, peraltro, partecipato personalmente all'estorsione ai danni della farmacia.

Ne sono emersi - scrivono gli inquirenti - il ruolo apicale di Schiavone Carmine e della sua determinazione ad attuare una strategia criminale improntata su diffuse, sistematiche e continue attivita' estorsive sul territorio.

Le estorsioni venivano ritenute, infatti, sia una fonte indispensabile di finanziamento del sodalizio, sia un essenziale strumento di ''controllo sociale'', funzionale a perpetrare uno stato di assoggettamento della popolazione, stato che appariva in pericolo a causa dei successi investigativi conseguiti negli ultimi anni da Magistratura e Forze dell'ordine.

com-stt/sam/bra

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