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pubblicato il 19/ago/2013 15:11

Camorra: intimidazioni contro prete Caserta. Don Giaquinto, vado avanti

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 19 ago - Terza intimidazione in due mesi a Casagiove in provincia di Caserta per don Stefano Giaquinto, il parroco che dal pulpito ha piu' volte fatto nomi e cognomi di camorristi, denunciando traffico di droga, pizzo e illegalita'. Nella notte di ferragosto un rogo e' stato appiccato davanti al centro per tossicodipendenti ''Il Nazareno'' legato alla parrocchia di Santa Maria della Vittoria.

''Non mi fermeranno, credo in una Chiesa che denuncia per annunciare'' spiega don Giaquinto a Radio Vaticana.

''Quando dall'altare si fanno i nomi e cognomi - spiega don Giaquinto - si da' fastidio. Come faccio a dire messa se a quattro passi, a un chilometro, a dieci chilometri, a venti chilometri si vende morte'? Venti giorni fa hanno fatto un blitz e hanno sequestrato otto chili di droga: cocaina purissima. Il papa ci dice: 'Dovete sentire l'odore del vostro gregge'; noi dobbiamo avere la forza di denunciare per annunciare. Ma se non annunciamo nelle nostre strutture, io amo la Chiesa. La amo da morire, abbiamo fallito''.

dab/lus/bra

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