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pubblicato il 26/set/2013 09:10

Camorra: Dia confisca patrimonio 700 mln a eredi 'manager' dei casalesi

Camorra: Dia confisca patrimonio 700 mln a eredi 'manager' dei casalesi

(ASCA) - Napoli, 26 set - Include 3 societa', 126 immobili, 24 posti auto, 51 autorimesse e 58 terreni il patrimonio dal valore di 700 mln di euro che gli uomini della Dia e i carabinieri di Caserta stanno confiscando agli eredi di Dante Passarelli, riferimento economico-finanziario del clan dei casalesi, deceduto in circostanze misteriose nel 2004 mentre era ancora in corso il processo ''Saprtacus'' che lo vedeva imputato.

Il provvedimento di confisca - informa una nota della Dia di Napoli - e' stato emesso dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere - sezione Misure di prevenzione applicando la novita' legislativa introdotta nel 2011 che ha esteso la confisca di prevenzione delle ricchezze illecite a momenti successivi alla morte della persona pericolosa, quando la proposta sia avanzata nei riguardi dei successori a titolo universale o particolare entro il termine di cinque anni dal decesso. Avviato nel 2010, il procedimento di confisca ha superato l'eccezione di incostituzionalita' sollevata di fronte alla Consulta.

La confisca in corso di esecuzione rappresenta l'ultimo atto di una vicenda processuale iniziata con il sequestro preventivo eseguito a carico di Passarelli Dante nel processo ''Spartacus''. In tale sede venne infatti configurato - attraverso numerose dichiarazioni provenienti dai collaboratori di giustizia (tra i quali, Carmine Schiavone, Dario De Simone, La Torre Augusto, Ferrara Raffaele, Frascogna Domenico ed altri), verifiche documentali ed intercettazioni telefoniche - l'esistenza di uno stabile rapporto tra Passarelli e l'organizzazione dei casalesi, specie nel settore del reimpiego dei capitali di provenienza illecita.

In particolare, la misura cautelare reale riguardava le societa' ''Ipam'' (con annesso zuccherificio, uno dei piu' importanti in Italia negli anni '90) e ''Immobiliare Bellavista'', all'interno delle quali erano inseriti centinaia di beni immobili, tra cui appartamenti, fabbricati e terreni e l'azienda agricola ''Balzana'' (ex Cirio) acquistata da Passarelli per conto dei casalesi che la utilizzarono come base logistica per ospitare latitanti o per spedizioni di morte nei territori circostanti Cancello Arnone.

com-stt/mau

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