mercoledì 22 febbraio | 19:06
pubblicato il 06/lug/2011 20:43

Calcioscommesse/ Paoloni si dice innocente anche a delegati Figc

Portiere interrogato per 7 ore ribadisce quanto detto a Pm e Gip

Calcioscommesse/ Paoloni si dice innocente anche a delegati Figc

Cremona, 6 lug. (askanews) - Marco Paoloni, l'ex portiere della Cremonese passato al Benevento che diede inizio all'inchiesta sul calcioscommesse, ha ribadito per oltre sette ore ai rappresentanti della Procura federale della Figc Ettore Traini e Antonella Arpini che lo hanno interrogato oggi, la sua completa estraneità ai fatti che hanno portato al suo arresto il 1 giugno scorso. Nella sua casa di via Bergamo a Cremona, dove dal 17 giugno scorso, è stato posto agli arresti domiciliari, il 27enne di Civitavecchia ha ripetuto in buona sostanza quello che aveva già dichiarato al Gip Guido Salvini e al Procuratore capo di Cremona Roberto Di Martino: non sono stato io ad aver drogato alcuni miei compagni di squadra il 14 novembre 2010 prima della partita con la Paganese, sono sempre sceso in campo per vincere e non ho mai corrotto nessuno. "Paoloni si è ancora una volta dichiarato estraneo alla vicenda del Minias e all'associazione a delinquere, oggi si è parlato di ogni singolo aspetto di quest'inchiesta che tocca diverse città, diverse persone, diverse situazioni e lui per quanto poteva conoscere ha risposto" hanno dichiarato i suoi difensori Emanuela Di Paolo e Luca Curatti (ai quali si è aggiunto per l'occasione un esperto di diritto sportivo, l'avvocato Paolo Rodella), spiegando che "ovviamente sono state fatte domande che riguardano più l'aspetto sportivo e lui anche questa volta ha risposto con grande calma, in un rapporto cordiale anche con la Procura federale e in un contraddittorio sereno pur rimanendo ognuno nelle proprie posizioni". "Con l'interrogatorio di oggi si è chiusa anche la fase istruttoria della giustizia sportiva, ora ci auguriamo che Paoloni sia liberato e per questo abbiamo presentato istanza al Gip e depositato un atto di appello contro la rigidità dell'ordinanza" ha continuato Curatti, concludendo che "ci piacerebbe far sentire in futuro anche la voce di Marco perché voi giornalisti avete sentito le voci di tutti gli altri protagonisti di questa vicenda e penso che anche Marco abbia diritto di far sentire la sua voce: auspichiamo quindi una conferenza stampa in tempi brevi". (segue)

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