martedì 17 gennaio | 16:34
pubblicato il 04/set/2013 11:51

Calabria/Universita': nuovo progetto antisismico di ''stampo'' borbonico

(ASCA) - Rende (Cs), 4 set - Le norme antisismiche attualmente vigenti nella nostra legislazione risalgono al 2008 e sono in corso di revisione. Non tutti sanno, pero', che il primo regolamento del genere d'Europa fu imposto dai Borboni subito dopo il catastrofico terremoto che nel 1783 distrusse gran parte della Calabria meridionale, con circa 30.000 vittime. Fu, allora, redatto un codice per la costruzione degli edifici che raccomandava l'utilizzo di una rete di legno all'interno della parete in muratura.

L'efficacia di questo sistema costruttivo si dimostro' durante i successivi eventi tellurici che colpirono nuovamente la Calabria, nel 1905 e nel 1908 (circa nove gradi di intensita' sulla scala Mercalli, magnitudo 6.9 sulla scala Richter): danni non significativi con limitate porzioni di muratura collassate e in nessun caso crolli totali. Allo stesso modo si comporto' anche il palazzo del Vescovo di Mileto, ricostruito dopo il 1783 adottando gli accorgimenti antisismici contenuti nel regolamento borbonico.

L'edificio e' ora completamente abbandonato e in evidente stato di degrado, ma la sua struttura ha attraversato oltre 200 anni di storia senza cedimenti.

Questa stessa tipologia di struttura e' stata ora sottoposta a una serie di test nel laboratorio di prove meccaniche dell'Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ivalsa) di San Michele all'Adige (TN). La parete e' stata costruita con la collaborazione del Dipartimento di Scienza della Terra dell'Universita' della Calabria (Unical) per analisi chimiche e petrografiche al fine di ottenere, oltre alle caratteristiche dimensionali e di apparecchio della muratura intelaiata, anche simili prestazioni meccaniche di malta e pietre.

''Si tratta - spiega Nicola Ruggieri, ricercatore di Unical - di una riproduzione pressocche' identica di una parete dell'edificio vescovile a Mileto, in scala 1:1, costituita da muratura rinforzata da un'intelaiatura lignea''. La specie legnosa utilizzata e' stata identificata nei laboratori Ivalsa come castagno calabrese. ''Per le prove - spiega Ario Ceccotti, direttore di Ivalsa e responsabile scientifico del progetto insieme a Raffaele Zinno dell'ateneo calabrese - abbiamo imposto alla sezione una serie di spostamenti alternati nelle due direzioni via via crescenti, cosi' da simulare il comportamento alle azioni sismiche, anche le piu' imposrtanti, della parete intelaiata''.

La parete ha mostrato un eccellente comportamento antisismico, evidenziando una buona duttilita' garantita dal riempimento interno dei telai - con qualche piccola espulsione di muratura - mentre gli stessi telai di legno (sia le aste sia i nodi) sono rimasti quasi completamente integri. ''Gia' nel 1908, in seguito al catastrofico terremoto che distrusse Reggio e Messina - continua Ruggieri - il geografo Mario Baratta, fondatore della sismologia storica, rilevava le buone qualita' sismiche dell'edificio di Mileto. Oggi al Cnr-Ivalsa abbiamo avuto conferma di tale resistenza''.

Alla prova ha assistito una delegazione del COST Action FP 1101 Assessment, Reinforcement and Monitoring of Timber Structures, composta da circa cinquanta studiosi provenienti da tutto il mondo. ''L'esito del test - conclude Ceccotti - ha dimostrato chiaramente che un sistema costruttivo ideato a fine Settecento come quello borbonico e' in grado di resistere a eventi sismici di una certa rilevanza e che questa tecnologia, una volta compiuti i dovuti approfondimenti e adottando sistemi di connessioni innovativi, potrebbe essere favorevolmente applicata a edifici moderni garantendone stabilita' e dando sicurezza alle persone che li abitano''.

I risultati sperimentali del progetto saranno presentati in occasione dell'incontro internazionale H.Ea.R.T 2013 (Historic Earthquake-Resistant Timber Frames in the Mediterranean Area) organizzato da Unical e Cnr-Ivalsa, in collaborazione con Universita' di Minho, Atene e Istanbul e ICOMOS Wood Scientific Committee, che si terra' a Cosenza il 4 e 5 novembre.

Il convegno ha gia' raccolto contributi da molti paesi del Mediterraneo (Marocco, Portogallo, Albania, Grecia, Turchia, Egitto, Italia, Usa, Giappone e Cina) che si contraddistinguono per la presenza sul territorio di edifici caratterizzati da pareti in muratura con intelaiature lignee simili a quelle realizzate in Calabria alla fine del ''700 (smartlab.unical.it/HEaRT2013).

red/mau

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