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pubblicato il 11/giu/2012 19:01

Brindisi/ Gip:non ha esitato a elaborare piano per stroncare vite

"Sussiste il concreto pericolo di specifica recidivanza"

Brindisi/ Gip:non ha esitato a elaborare piano per stroncare vite

Roma, 11 giu. (askanews) - Giovanni Vantaggiato deve restare in carcere, anche perché sussiste "il concreto pericolo di specifica recidivanza non avendo egli esitato nel decidere ed elaborare un progetto per stroncare giovani vite umane",lo scrive nell'ordinanza di custodia cautelare il gip di Lecce Ines Casciaro. Il gip di Lecce, infatti, ha ritenuto sussistere tutti gli elementi per la convalida del fermo e per disporre la custodia cautelare in carcere nei confronti di Giovanni Vantaggiato. Giovanni Vantaggiato nell'udienza di convalida del fermo "ha pienamente ammesso le proprie responsabilità". Inoltre "alla stregua degli esiti delle indagini preliminari sin qui compiute, sussistono a carico di Giovanni Vantaggiato gravi indizi di colpevolezza", in ordine al reato contestato. Non solo - scrive il gip - "al momento del fermo sussisteva in termini di attualità e di concretezza il pericolo di fuga", rimandando anche all' intercettazione della telefonata con la moglie che doveva "sparire con la macchina". Ma esistono anche "inderogabili esigenze cautelari in quanto le specifiche modalità ed obiettiva gravità dei fatti, che sono esemplari della spiccata propensione del fermato a violare la legge penale, rendono quanto mai intense le esigenze di cautela sociale sussistendo il concreto pericolo di specifica recidivanza non avendo egli esitato nel decidere ed elaborare un progetto per stroncare giovani vite umane", scrive il gip nell'ordinanza, sottolineando che "le esigenze cautelari di tutela della collettività risultano tutelabili solo con l'applicazione della misura coercitiva massima della custodia cautelare in carcere". Il gip di Lecce, quindi, ha ritenuto sussistere tutti gli elementi per la convalida del fermo e per disporre la custodia cautelare in carcere nei confronti di Giovanni Vantaggiato, accusato di strage in concorso, riconoscendo anche l'aggravante della finalità di terrorismo configurata dalla Dda di Lecce nel decreto di fermo "per l'obiettivo effetto terroristico, per la natura della condotta e il contesto relativo, anche con riferimento all'individuazione casuale e indiscriminata dell'obiettivo da colpire, per l'effetto intimidatorio e il conseguente grave allarme della popolazione della città di Brindisi e dell'intera nazione, nonché per l'effetto destabilizzante creato dall'azione criminale".

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