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pubblicato il 08/ott/2014 08:32

Blitz studentesco a ministero Lavoro: no Jobs Act, non siamo servi

"Contrapponiamo una piattaforma di estensione delle tutele"

Blitz studentesco a ministero Lavoro: no Jobs Act, non siamo servi

Roma, 8 ott. (askanews) - A Roma blitz notturno al ministero del Lavoro degli studenti della Rete della conoscenza contro l'approvazione al Senato del "Jobs Act": un gruppo di ragazzi ha srotolato uno striscione con la scritta "#Non servi. La precarietà è il problema. Il Jobs Act non è la soluzione". "La ricetta che ci viene proposta - dice Riccardo Laterza, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza - prosegue sulla strada della flessibilizzazione del mercato del lavoro, conferendo maggiori possibilità al datore di lavoro di licenziare, controllare e demansionare i propri lavoratori. Rafforza, quindi, la realtà del ricatto che portaad accettare qualsiasi tipo di lavoro, nonché il dilagare di forme di lavoro sottopagato (fino alla gratutità) e senza tutele che interessano fette crescenti della popolazione attiva". "Le iniziative del governo e il rispetto dei vincoli di bilancio - proseguono gli studenti - non servono affatto a portarci fuori dalla crisi, la definitiva cancellazione dell'articolo 18 non aumenterà l'occupazione; né vogliamo essere servi in un mercato del lavoro precarizzato che non risponde affatto alle nostre aspirazioni e ai bisogni della società". "Oggi siamo a Milano in corteo con la Fiom - conclude Laterza - e compieremo azioni in diverse città d'Italia, a partire dal blitz effettuato al Ministero del Lavoro a Roma, per esprimere il nostro dissenso all'approvazione del Jobs Act al Senato e denunciare le scelte politiche che saranno consacrate nel corso del vertice europeo sul lavoro a Milano. Al Jobs Act contrapponiamo una piattaforma di estensione delle tutele: vogliamo un vero contratto unico, un reddito di base contro ricattabilità e marginalità sociale, investimenti in diritto allo studio, ricerca e innovazione". "Porteremo questi temi nelle piazze di tutto il Paese. Entreremo in scena a partire dal 10 ottobre per un'istruzione gratuira, welfare e diritti per tutte e tutti e per farla finita con la precarietà", concludono gli studenti. Red/Sav

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