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pubblicato il 23/mag/2011 08:28

Bimba morta in auto, oggi l'autopsia, donati gli organi

La madre della piccola difende il marito: è un padre esemplare

Bimba morta in auto, oggi l'autopsia, donati gli organi

Roma, 23 mag. (askanews) - E' prevista oggi l'autopsia sul corpo della piccola Elena, la bambina di 22 mesi, dimenticata in auto dal padre per cinque ore, che è morta ieri. Sono stati espiantati gli organi della piccola, mentre la madre, Chiara Sciarrini, ha difeso il marito: "Non ho mai accusato Lucio e mai lo farò perché lui, e sottolineo questo, non è colpevole di niente" Sono stati donati i reni, il fegato e il cuore di Elena. Come si legge in una nota: "I reni sono stati prelevati dal dottor Federico Mocchegiani della Clinica Epatobiliare e dei Trapianti degli Ospedali Riuniti di Ancona, per il prelievo del cuore è intervenuta una équipe chirurgica di Bergamo, per il fegato una équipe di Torino. Ha seguito tutta l'operazione la dottoressa Francesca De Pace, coordinatore ospedaliero (Ospedali Riuniti di Ancona) per la donazione e i trapianti, in stretta collaborazione con il Nord Italla Transplant (Nit) di Milano per le ricerche necessarie e l'allocazione degli organi, con il Centro Regionale Trapianti (Crt) diretto da Duilio Testasecca e con il direttore medico Leonardo Incicchitti del presidio materno infantile Salesi". Il fegato della bimba "è stato destinato a Torino, il cuore a Bergamo, mentre i reni a Roma. Nadia Storti, della Direzione Generale, ha seguito e coordinato tutta la situazione fin dall'arrivo della piccola al Salesi. Assieme a tutta la comunità ospedaliera, è vicina alla famiglia e in particolare modo ai genitori, che pur nel loro immenso dolore, hanno dato il consenso alla donazione degli organi della loro piccola Elena", si legge in una nota del nosocomio. A fare la scelta della donazione sono stati i genitori di Elena. La mamma, Chiara Sciarrini, che è incinta di un'altra figlia, ha difeso il marito: "Quello che è capitato a lui poteva capitare a ognuno di noi, perché non ci si ferma mai e lui non si fermava perché si preoccupava di me, della mia gravidanza e della piccola Elena". "Tutto doveva essere perfetto e io non mi dovevo preoccupare", ha proseguito la signora. Lui doveva accompagnare Elena all'asilo e io rimanere a casa a riposare e intanto intorno a tutto questo c'era da pensare al lavoro, alle responsabilità, alla casa appena costruita. Elena adorava il suo papà". La giovane donna ha infine chiesto di essere lasciata "tranquilla" e di "rispettare il nostro dolore".

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